Comitato Interprovinciale Marce Sportive (C.I.M.S.)

 
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In ricordo dell'amico Pier Luigi Brogni



E' con immenso dispiacere che che siamo a comunicare la morte di Pier Luigi Brogni, una persona che ha sempre creduto nello sport e nell'amicizia tra i gruppi podistici. Era iscritto nel Marathon Club e ai loro componenti e a tutti i parenti vanno le nostre più sentite condoglianze.
Caro Pier Luigi i tuoi passi si sono fermati, ma il tuo cammino con noi continua nei nostri ricordi. Un abbraccio che arrivi fin lassù
Gli amici del Cims


Di seguito pubblichiamo un articolo che Pier Luigi aveva scritto per il giornalino del Marathon Club

UN BAMBINO CHE CORREVA

di Pier Luigi Brogni

Sono un appassionato alla lettura, non è un segreto; i miei amici intimi e i familiari lo sanno. Mi piacciono tutte le letture, mi appassionano, e purtroppo vi dedico molto tempo delle mie ore quotidiane.
Giorni fa mi capitò per caso un libro che parlava di un bambino a cui piaceva correre e lì la passione e la curiosità mi hanno indotto a leggerlo velocemente, ne sono rimasto entusiasta.
Ve lo voglio raccontare, nel nostro giornalino si parla di tutto, quindi penso che queste righe vi posssano interessare.

C’era una volta un bambino a cui piaceva tanto correre, abitava ai limiti della città e i suoi nonni abitavano vicini a lui. Era molto affezionato a queste persone anziane che gli volevano un bene di vita: era stato il primo nipote.
Tutti i giorni andava a trovarli, usciva di casa e cominciava a correre finchè non era arrivato a destinazione; era più forte di lui, probabilmente non sapeva camminare piano. Il percorso era breve, però lui correva, perché gli piaceva.
La corsa era la sua vita e il suo momento più bello: si sentiva libero.

I genitori e i parenti più stretti, lo zio e i nonni, lo prendevano in giro, gli dicevano che era nato con la voglia delle “cee” (ai pisani non sto a spiegare le penalità di questo piccolo pesce), gli raccomandavano di stare attento ad attraversare la strada ma a quei tempi, molti moltissimi anni fa, le automobili quasi non esistevano.
Questo bambino cresceva, frequentò le scuole elementari e medie, finalmente le superiori. In quel momento la sua vita cambiò: si realizzò il suo sogno.

Gli insegnanti di educazione fisica notarono in quel ragazzino molto magro tanta voglia di fare questo sport. Lo fecero partecipare a corse campestri, da lui vinte, finchè una Società sportiva lo ingaggiò e partecipò a gare regionali ed internazionali; è stato il suo momento più bello.
I tempo passava, il ragazzino si era fatto uomo; lavorava, trovò l’amore e sposò una ragazza bellissima. Nacquero due figli, era felice ma gli mancava la corsa.

Finalmente trovò un amico-collega che gli chiese di associarsi ad un Gruppo sportivo partecipante settimanalmente a gare podistiche, e qui ritornò bambino.
Correre per le campagne, per i monti con qualsiasi tempo climatico, pioggia, sole, neve lo divertiva moltissimo; libero da pensieri era bellissimo stare in compagnia di amici: la passione della corsa li univa.

Il tempo frattanto passava, diventò nonno ma la corsa non la lasciò mai; seguito dalla fedele compagna della sua vita percorse e percorrerà ancora tanti chilometri all’aria aperta.

Questo racconto mi ha entusiasmato e penso proprio di essere compagno di questo ragazzino.

Ho trovato il Marathon Club di Pisa che mi permette con la sua organizzazione, e tutti gli amici che la compongono, di trascorrere giornate serene e divertenti.

Ripensiamo tutti insieme alla grande possibilità che ci da il nostro Club, tralasciamo le discussioni, il potere e pensiamo soprattutto a quel gran beneficio che ci da il Marathon Club.UN BAMBINO CHE CORREVA