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Atletica e Podismo per il non competitivo
"Atletica e Podismo", nota rivista mensile sul podismo, per lo più competitivo, ha messo a disposizione del C.I.M.S. una pagina dove noi
possiamo pubblicare articoli e foto che riguardano il nostro Comitato. Qui di seguito riportiamo tutti quegli articoli che mensilmente troverete
su "Atletica e Podismo".
Il Nordic Walking e le marce non competitive
Il Nordic Walking è una disciplina sportiva che si pratica all’aria aperta, negli ambienti naturali di campagna, di collina oppure di montagna e consiste in un allenamento dolce che sviluppa resistenza, forza e fitness, mediante camminata veloce con l’aiuto delle racchette. E’ l’esercizio perfetto per ottenere una riduzione di peso, senza affaticare le articolazioni, consentendo all’apparato cardiocircolatorio e respiratorio di esercitarsi, in prevenzione di malattie cardiache e polmonari. Gli stessi appassionati della corsa scelgono il Nordic Walking in modo definitivo o anche temporaneo, per esempio quando hanno problemi alle articolazioni del ginocchio, delle anche o della schiena oppure quando devono curare un trauma, in attesa di future performanche podistiche in corsa, accelerando la guarigione. Ma tale pratica, si deve aggiungere, coinvolge attivamente le braccia nel movimento. Questo implica un aumento della muscolatura delle spalle e dei pettorali e un rafforzamento della muscolatura cervicale: con il Nordic Walking il carico sulle articolazioni dell’anca, del ginocchio e del piede viene diminuito e si prevengono o si curano i tipici traumi della corsa che purtroppo danneggiamo le articolazioni. Sotto questo profilo l’affinità con lo sci di fondo non può non essere più evidente; infatti la disciplina nasce come pratica e allenamento estivo degli atleti che praticano questa disciplina. Dal Nord Europa, soprattutto Finlandia e Svezia, si è diffuso in Germania e sta radicandosi in tutta Europa, coinvolgendo il sud del continente e anche l’Italia. Oggi penetra in modo evidente nel podismo non competitivo, dove sempre di più si vedono nelle marce podisti attrezzati di racchette che si esercitano nella camminata veloce, tanto che in occasione della 34^ Marcia delle Ville di Marlia (con i suoi oltre ottomila partecipanti) viene evidenziata, con eventi e coinvolgimento di istruttori la nuova disciplina. Il podismo non competitivo, con il suo coinvolgimento di persone meno giovani e nella prospettiva del recupero atletico dei podisti, anche competitivi, meno fortunati (anche per evitare il trauma psicologico dell’abbandono dell’amata pratica della corsa), ne trarrà nei prossimi anni grande giovamento, essendo terreno fertilissimo per la sua pratica, anche su percorsi meno brevi e collinari, secondo il modello preferito dal Trofeo delle Tre Province. Per utili informazioni e indicazioni: www.nordicwalking.it.
Correre insieme il sabato...
Il foglio del non competitivo: "La nostra domenica"
A seguito delle riunioni dei tre Trofei, ormai a cadenza bimestrale, nasce un foglio gratuito, anch'esso bimestrale, in distribuzione alle marce non competitive, contenente notizie, fatti, eventi, curiosità che interessano il mondo dei non competitivi.
I doppi cartellini...e le partenze anticipate...
Ho deciso di pormi, in occasione della marcia di Ponsacco, al servizio operativo della comunità podistica convertendomi nel controllore dei cartellini, in adempimento della campagna contro i doppi, tripli, ecc. cartellini che si era diffuso nella nostra comunità dei non competitivi (con il motto "No Cims, no times", ovvero senza timbro Cims non entri in classifica per il Trofeo...).
Le premiazioni del Trofeo delle Tre Province
Si è tenuto a Pisa, il 21 novembre il consueto incontro dei podisti iscritti al Trofeo delle Tre province per l'assegnazione del Trofeo relativo al XXXVI calendario 2008/2009.
L'assemblea del C.i.m.s.
Si è tenuta il 19 ottobre scorso un'assemblea del Comitato interprovinciale marce sportive, destinata a lasciare il segno, a cui hanno partecipato numerosi gruppi organizzatori e i rappresentanti dei due trofei confratelli, Il Trofeo lucchese e il Trofeo pisano.
Le non competitive e ....l'età dei podisti.
1. Il Comitato delle Tre province ha compiuto una ricerca statistica, con l'aiuto dell'infaticabile Vicepresidente Riccardo Ciardelli, sull'età dei podisti che frequentano il calendario delle non competitive delle Tre province, iscritti al Trofeo (ovvero coloro che hanno presentato domanda per parteciparvi) e che hanno vinto il Trofeo (ovvero hanno nel corso dell'annata superato il numero di marce e/o il numero di chilometri richiesti ai fini del conseguimento del trofeo finale). 2. Poi si deve tener conto che gli affezionati del movimento non competitivo sono prevalentemente coloro che hanno cessato velleità agonistiche e dunque, diciamo così, non sono in tenera età: solo gli attempati si iscrivono al Trofeo per il conseguimento del premio finale. I giovani tendono a partecipare alle marce in modo meno continuativo e perciò non si iscrivono alle classifiche per chilometri e marce in vista del conseguimento del Trofeo, in tale veste sono sottratti dalla statistica, ciò che impone un chiarimento. 3. Non interpreto negativamente il dato, per due ragioni essenziali. In primo luogo i giovani privilegiano il confronto agonistico, mentre il podista meno giovane, in calo di rendimento, va alla ricerca di valori diversi, come l'ambiente, la storia e il contatto umano, che nessuno sport favorisce in modo così elevato come il podismo non competitivo. E' raro vedere sui sentieri delle marce un podista solitario, piuttosto frotte di podisti, non sempre appartenenti allo stesso gruppo in perenne dialogo. I percorsi delle marce hanno una ricchezza ambientale e storica ineguagliabile. In secondo luogo si aggiunge, troppo spesso trascurato, un valore ineguagliabile della marcia non competiva, la migliore medicina per allontanare lo spettro delle malattie della tarda età, in relazione all'apparato cardiocircolatorio e motorio. In questo senso il movimento non competitivo offre un valore aggiunto non eguagliabile, particolarmente per i meno giovani che non riescono più a correre, ma si cimentano nel passo veloce, sui percorsi collinari e montani. 4. Tuttavia chi riveste funzioni di responsabilità, come, in occasione del coordinamento dei tre Trofei, che ormai periodicamente si concretizza in riunione bimestrali, è emerso, non può trascurare il motivo della continuità del movimento, favorendo l'accesso dei giovani e il transito continuativo tra competizione e non competizione (o addirittura la loro perfetta convivenza, essendo la non competizione valida occasione di allenamento).Per questo, causa il disagio suscitato per i più giovani dall'orario domenicale delle non competitive, si è cercato di organizzare un calendario alternativo a quello domenicale (ed autonomo rispetto ad esso), di marce di 10 km il pomeriggio del sabato, secondo la via tracciata, lo si deve riconoscere, dal Trofeo lucchese. Infatti un certo transito si è prodotto dalle competitive del sabato (circuito del Criterium toscano) verso le non competitive domenicali, ora si tratta di aprire i calendari alle non competitive del sabato. 5. Il compito dei Comitati nell'imminente futuro è perciò quello non più solo di conservare i valori e le regole del movimento non competitivo, secondo una linea che la dirigenza del recente passato ha interpretato egregiamente, ma quello di tentare la massima diffusione del movimento, attraverso i media e l'informazione, anche via web e attraverso la creazione di occasioni alternative di non competitivo, non solo la domenica. E' una battaglia difficile, ma vale la pena di combatterla.
Il podismo non competitivo e il territorio.
La nuova annata del C.I.M.S
di Claudio Cecchella
Con la marcia di "Lucca di notte", finalmente rientrata in calendario e molto gradita per la suggestione di correre all'interno dei contrafforti e terrapieni delle mura lucchesi, con tratti aperti solo per questa ricorrenza, si riapre la stagione del Cims a settembre (esattamente sabato 5).
Il calendario quest'anno si contraddistingue per il numero più elevato di eventi, esattamente 54, e una certa propensione ad aprire a manifestazioni del sabato, per conquistare al podismo non competitivo i più giovani, è un percorso che sarà tenuto molto presente nelle prossime stagioni, in linea di tendenza con gli altri Trofei.
Il podismo non competitivo e il territorio.
1. Le origini.
Il podismo non competitivo, almeno nell'esperienza toscana, nasce dalle sezioni del Cai, che hanno tracciato e gelosamente
conservato la rete di sentieri, nel sistema collinare pisano e livornese, nell'appennino lucchese, particolarmente lungo le
pendici e sino alle vette delle Alpi Apuane.Pertanto le marce delle origini - basta consultare i calendari degli anni settanta - erano in realtà escursioni alpinistiche, dove prevaleva la marcia sulla corsa. Restano oggi a caratterizzare quel tempo alcune marce memorabili, come quella di Vorno, quella di Buti oppure quella di Vicopisano e numerose con partenze nel cascinese e tra le iniziative più recenti ne sono degne eredi la marce organizzate dal Rossini e da La Galla (questa ultima denominata l'ecomarcia dei Monti Pisani).
2. Il salvataggio dell'escursionismo montano e dei suoi valori ambientali e climatici.
Oggi il podismo non competitivo ha conservato valori montani, poiché molti dei percorsi dei calendari dei tre trofei sono tracciati
lungo le colline e le montagne provinciali, oppure all'interno dei più significativi parchi naturali (San Rossore, Le Cerbaie,
ecc.) e in tale prospettiva ha l'indubbio merito di conservare e riproporre anche alle nuove generazioni i valori dell'ambiente
montano e agrario in genere.Questo non soltanto in vista di una "cultura" del territorio, ovvero di una sua diffusa conoscenza dei suoi valori non solo ambientali, ma anche storici e artistici (in fondo il territorio è un manuale di storia che tratta i temi della evoluzione delle nostre comunità e delle nostre genti), ma in vista di un recupero - di fronte agli attacchi metropolitani che globalizzano tutto con le più sofisticate climatizzazioni degli interni - del significato più profondo dei climi con l'alternarsi del freddo e del caldo e la diversa luminosità. Le partenze d'inverno alle prime ore dell'alba, le marce sotto le piogge autunnali, l'aria nuova e limpida delle giornate primaverili, il bruciore estivo e il sale in fronte dei percorsi agostani, sono sensazioni che il podista non competitivo difficilmente dimentica. L'ambiente, con la sua storicità per le tracce che in esso lascia l'uomo, e la forte sensazione della varietà dei climi, costituiscono valori insostituibili del mondo non competitivo.
3. La salvaguardia dei sentieri.
Ma esiste un ulteriore utilità, di cui non fruisce soltanto il podista, ma l'intera comunità, quella della salvaguardia delle vie
montane all'aggressione dei rovi e della vegetazione spontanea.Molti dei sentieri segnati dal C.A.I. infatti, causa un certo abbandono dell'escursionismo collinare e montano, sono rinvigoriti, riaperti e ripuliti annualmente dal passaggio dei podisti, i quali offrono anche alla comunità questo valore indotto, troppo spesso dimenticato e ignorato.
Il Nuovo che serpeggia nel non competitivo...
1. Lo stato organizzativo.
La Toscana tirrenica e in particolare le province di Livorno, Lucca e Pisa sono storicamente impegnate dal podismo non competitivo.
Qui gravita un numero considerevole di gruppi, alcuni dei quali dedicati solo a tale espressione del podismo, altri che coniugano
questo impegno a quello competitivo.E' nato così prima il C.i.m.s., di cui è da poco trascorso il trentacinquennale, poi il Trofeo podistico lucchese e infine il Trofeo Podistico pisano. Tre consorzi tra gruppi, che organizzano autonomi calendari e garantiscono, quando la marcia non è comune, come capita per quelle più antiche o gradite ai podisti non competitivi, tre diverse manifestazioni la domenica mattina, che pongono assai spesso il podista nell'imbarazzo della scelta. Generosità comunque sempre ben gradita. Molti podisti provenienti dalla toscana settentrionale e dalla Liguria, nonché dal fiorentino frequentano queste marce, partecipando ai Trofei, particolarmente in occasione delle marce "storiche", come Porcari, Marlia, Vorno, Strapazzata e numerose altre.
2. Il problema del coordinamento.
Come spesso accade (non sempre la convivenza nelle associazioni è facile....) la triplice organizzazione nasce da divisioni
originarie e che oggi i nuovi dirigenti dei Comitati, in occasione di alcuni rinnovamenti dovuti alle elezioni periodiche,
vorrebbero superare.Già da tempo, su impulso del Trofeo lucchese, che non ha mai smesso di evidenziare questo aspetto, si cerca un coordinamento tra i Comitati, anche perché la divisione non è sintomo di crescita e nuoce alla diffusione di questa particolare esperienza del podismo.
3. L'incontro del 8 aprile 2009.
Finalmente è stato possibile organizzare una riunione (non che siano mancate nel passato, ma il contesto è oggettivamene
mutato per quanto sarà detto fra poco...), presso la sede del Trofeo podistico lucchese, a cui hanno partecipato gli altri
due comitati, nella persona dei presidenti e vicepresidenti, oltre ad altri membri.La sintonia è stata avvertita dai presenti i quali hanno subito messo sul tappeto alcuni temi di grande interesse: il costo dei cartellini di partecipazione alle marce (fermi da anni a due euro); l'ipotesi dell'uso di un cartellino elettronico, il coordinamento statutario e regolamentare, il controllo dei cartellini sui percorsi onde evitare o comunque sfavorire un certo malcostume, l'idea di un supertrofeo per coloro che partecipano a tutti e tre i calendari; la necessità di una maggiore visibilità del movimento sui quotidiani e sulle riviste specializzate (come quella che ospita con una pagina il Cims) o presso le sistituzioni; il favore espresso dagli altri Comitati per un calendario per anno solare anche del Cims. Insomma grandi questioni che con la collaborazione di tutti porteranno presto novità organizzative e di costume nel mondo non competitivo.
4. Il futuro.
E' intanto da sottolineare che gli incontri sono stati istituzionalizzati nel tempo, uno ogni due mesi, e questo è indice
del nuovo spirito che anima il movimento non competitivo nelle sue varie articolazioni, ma certo c'è un aspetto sul quale
vorremo brevemente soffermarci, quella della diffusione del movimento.I valori in gioco nel podismo non competitivo sono forti e il primo obiettivo è quello della loro diffusione presso le generazioni più giovani, quindi la necessità di un'immagine e di un informazione attraverso i mezzi che l'elettronica consente, sui mass media, appaiono senza dubbio decisive, ma anche quello istituzionale non sembra meno importante. Un domanda: quanta consapevolezza vi è, sul recupero del territorio (i sentieri, tracciati dal Club alpino italiano, sono oggi resi annualmente efficienti grazie alle marce non competitive), sul recupero dell'ambiente come fruizione collettiva, ma soprattutto sul recupero dei valori della qualità del vivere e della salute, anche presso le generazioni meno giovani? La risposta è quanto costituirà l'impegno dei Comitati riuniti in coordinamento permanente.
Sul podismo non competitivo e...
1.Prologo.
E' noto come spesso i gruppi podistici si lacerino intorno alla duplice anima, in contraddizione all'interno di ognuno, tra
atleti dediti alle competizioni e marciatori dediti alle non competitive.La filosofia, si suol dire, non è la stessa. Gli uni ispirati prevalentemente al risultato individuale e dunque ad una preparazione in linea con la migliore performanche, più soggetti al logoramento fisico e tendenzialmente destinati ad abbandonare la disciplina all'esito di qualche infortunio serio oppure quando la parabola della prestazione inizia presto o tardi a scendere. I secondi ispirati a valori diversi, come l'ambiente, la conoscenza del territorio fuori dai tradizionali circuiti cittadini, la percezione fisica, nei lunghi percorsi montani e collinari, del mutamento dei climi e delle stagioni, insomma pittori en plein air, come i Macchiaioli. Questi ultimi, anch'essi colpiti dall'inevitabile logoramento dovuto all'età, ma convertiti in "camminatori" e capaci quindi di conservare i valori dell'ambiente per un tempo indefinito.
2. Critica.
Io non sono mai stato propenso a concepire questa divisione come ideologica e razziale, come in alcune occasioni viene concepita,
pur nella diversità che deve rimanere tale. Intravedo, pur nelle differenze, come tra breve, dei due mondi, alcuni importanti
elementi comuni, che consentono di giustificare la loro sopravvivenza nella unità dei gruppi.Anzitutto va respinta l'intolleranza in qualsiasi forma, ogni qualvolta viene concepita come messaggio dell'assoluto: in fondo nessuno ha ragione e la ragione sta solo dalla parte di chi vive la sua esperienza podistica come la più congegnale alla sua personalità: per questo i giovani sono più propensi alla competizione e, diciamo, i meno giovani alla non competizione. In secondo luogo le manifestazioni podistiche espressione delle diverse esperienze non sono inconciliabili, anzi perfettamente fungibili l'una rispetto all'altra e proprio per questo da interpretare come crescita del movimento anziché come sua involuzione concorrenziale. Il non competitivo, che predilige le distanze più lunghe, può vivere la Maratona, che è la principessa delle competizioni, come esperienza non competitiva; sarà sufficiente che percorra i quarantadue godendo delle vedute e prospettive della città (tra pochi giorni la maratona capitolina ne è eloquente prova), semplicemente dimenticando il proprio crono in partenza e al massimo coordinandosi con gli assistenti di gara destinati a dettare il tempo. Il competitivo potrà trarre enorme giovamento dalla non competitiva, in preparazione della sua maratona o della sua campestre competitiva (quante volte le marce dei nostri circuiti non competitivi sono invase da podisti notoriamente competitivi e particolarmente quelle in pianura). Entrambi, infine, vivono la grande solidarietà del messaggio podistico (non ho mai visto in maratona un atleta indifferente alle sofferenze di un casuale compagno di percorso), sino alla promozione di campagne di solidarietà e di volontariato, che è fenomeno unico del podismo.
3. Comitati delle marce e Criterium.
La riprova di quanto vengo dicendo è che i detrattori, nei primi anni del nuovo millennio, della organizzazione di un circuito
di corse semicompetitive (perché ad esse si uniscono anche percorsi non competitivi) il sabato, non hanno avuto alcun riscontro
nella realtà. Quel circuito è stata l'occasione di un veicolo di trasmissione di podisti dall'uno mondo all'altro (molti
frequentatori dell'uno il sabato, si trovano nell'altro la domenica) e, non è dubitabile, il Criterium è stato artefice di
un rinnovamento e ringiovanimento dei Comitati delle marce.Oltre al dato statistico, è significativa la presenza di due presidenti dei comitati all'ultima premiazione Criterium. Infondo il carattere tutt'altro che concorrenziale di manifestazioni tanto diverse è una riprova di quanto vengo dicendo.
5. La diversità organizzativa.
Cionondimeno le organizzazioni che fanno capo ai due mondi devono rimanere separate, intendo dire i Comitati delle marce non
competitive, da un lato, e i gruppi affiliati alla Fidal o alla Uisp o ad altra federazione, dall'altra.Le esigenze organizzative di una non competitiva rispetto ad una competitiva sono molto diverse e ognuno, al suo interno, deve essere vigile e geloso conservatore della diversità delle regole di ognuno, senza contaminazioni di sorta e con lo spirito giusto, senza che i podisti non competitivi guardino in cagnesco quello competitivo e viceversa, in un moto unitario che conduca alla diffusione del più bello sport al mondo, dove non esistono spettatori, ma solo e rigorosamente attori, in una prospettiva di igiene e salute pubblica, valori talora mal compresi dallo Stato e dagli Enti preposti ad amministrarci. (Claudio Cecchella) |