Comitato Interprovinciale Marce Sportive (C.I.M.S.)

 
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25 Aprile 2016, Staffoli (PI) - 19° marcia del Trofeo 2016
6° SU E GIU' PER LE CERBAIE
di Maria Luisa Tognelli

Oggi, state tranquilli, non mi perderò in cervellotiche dissertazioni su quale fango sia più “fangoso”, se il pisano o il livornese....Oggi vi devo dire che in fondo l’ho presa bene divertendomi a sguazzare nelle pozzanghere e nel fango che ci hanno accompagnati per una buona percentuale del bel percorso, perché sul percorso in realtà non c’era nulla da dire se non che era piacevole e ben calibrato. Comunque questa volta, sul più bello, ho fatto sorridere chi mi era vicino quando ho canticchiato, modificando un po’ il testo per adattarlo alla situazione, un motivetto di tanti anni fa: “abbracciamoci nel fango, o mio pupo fior del tango”....E non me ne voglia il sig. Acconci che, piuttosto sconsolato, mi ha poi raccontato come fino a venerdì il tracciato fosse asciutto e tutto a posto. Detto questo, il tempo, tutto sommato è stato clemente, piuttosto fresco ma anche soleggiato. Partiti dal punto di raduno della manifestazione in via Ugo Foscolo, abbiamo iniziato i nostro percorso e, pur essendo stati avvertiti della presenza di acqua e fanghiglia, non avremmo mai pensato che ce ne fossero così tante. Ad un certo punto abbiamo incominciato a trovare dei podisti che tornavano indietro perché, di fronte ad un passaggio particolarmente impegnativo, erano decisi a non voler rimanere bagnati e sporchi per tutto il percorso. Noi non l’abbiamo pensata allo stesso modo e convinti che “indietro non si torna mai”, abbiamo immerso nostri piedi nell’acqua un po’ alta cercando di prenderla bene e di divertirci, incoraggiati proprio in quel momento da Daniele, il presidente del G.P. Il Ponte, giunto anche lui sul punto critico. Camminando poi attraverso un piacevole sentiero nella macchia siamo giunti al primo ristoro; sulla destra una costruzione su una radura soleggiata e poi ancora su stretto sentiero dove un’auto era finita in un fossato, ed ancora fango. Arrivati allo scoperto e poi su strada asfaltata abbiamo pensato: ce l’abbiamo fatta, il peggio è superato! Rientrati subito nel bosco abbiamo chiesto, speranzosi, a chi presidiava l’attraversamento: “c’è ancora fango?” Risposta: “sì, un pochino....” Altro che un pochino! Abbiamo camminato nelle pozzanghere per chilometri cercando di essere tranquilli; ogni tanto qualche bypass in mezzo alla boscaglia per superare tratti veramente impraticabili e finalmente la deviazione della 12 che ci ha portati lungo la rete di recinzione della tenuta di Montefalcone all’interno della quale abbiamo percorso solo un breve tratto. Prima di uscirne, giunti alla Marginetta, edicola votiva costruita dai soldati brasiliani (che qui nel Parco ebbero un loro accampamento durante la 2^ Guerra Mondiale) per ricordare i loro caduti, abbiamo trovato il secondo ristoro e siamo usciti su asfaltata. Ancora due chilometri finalmente su percorso soleggiato e tranquillo ed ecco l’arrivo. Che dire? Gli organizzatori ci hanno accolti con un ristoro come sempre ”esagerato” ed anch’io, che all’arrivo sono solita bere soltanto acqua e tè, ho gustato una gustosa calda polenta con salsiccia.

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