Comitato Interprovinciale Marce Sportive (C.I.M.S.)

 
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A MASSAROSA, TRA IL LAGO E LE COLLINE

di Maria Luisa Tognelli

Le bizzarrie marzoline non sono finite eppure siamo già al 13 aprile, in effetti ormai tutti quanti siamo desiderosi di godere dei tepori primaverili, invece anche oggi, che con il nostro Trofeo siamo a Massarosa, è una giornata grigia, malinconica e minaccia pioggia.
Come già da qualche anno ci raduniamo a Sterpeti, un luogo ombroso, ameno e piacevole, dove d'estate si svolge la Sagra "Ranochiocciola": alle nostre spalle le alture della Versilia e dinanzi il Lago di Massaciuccoli e tutta la zona paludosa circostante che in seguito alle abbondanti piogge sembra ancora più estesa.

Partiamo e quasi subito, un po' a freddo dobbiamo affrontare una discreta salita che ci allarga l'orizzonte, ma che mette in evidenza anche le ardite arcate dell'autostrada dalle quali desideriamo allontanarci al più presto per immergerci nella natura. Ed ecco che siamo accontentati, infatti proseguiamo per un sentiero che diventa poi più stretto ed erboso e la salita si fa più erta e faticosa; ad un tratto ci appare un bel campanile che si staglia verso il cielo in mezzo agli alberi ed alle case: è quello della suggestiva chiesa di Pieve ad Elici che per un buon tratto sembra quasi accompagnarci nel cammino.
Poco dopo arriviamo al piccolo borgo di Luciano immerso nel silenzio mattutino che non turbiamo, poiché passiamo un po' alla spicciolata e siamo silenziosi e concentrati. Ora scendiamo e per via di Coli e Spezi giungiamo al Pitoro dove, lasciando alla nostra sinistra la "panoramica" prendiamo alla destra la salita che ci porterà a Montigiano.
Qui salutiamo i podisti della media che sono, per così dire, al giro di boa; il cielo si fa sempre più cupo e le nuvole più minacciose, ma noi proseguiamo per il percorso lungo, riprendendo la salita erta e faticosa.
Non c'è dubbio che i luoghi sono ameni, vari e piacevoli, è vero anche che il chilometraggio è contenuto, ma è pur vero che le salite talvolta sembrano non aver fine e prevalgono di gran lunga.
Intraprendiamo quindi un lungo sentiero nel bosco, questa volta in discesa e abbastanza dissestato e fangoso per le recenti piogge. Ci piace "assaporare" il profumo della terra bagnata, ascoltare gli impercettibili fruscii del bosco ed immergerci nella voce del silenzio che ci avvolge per renderci quasi un tutt'uno con quella piccola parte di mondo che ci circonda.
Scendiamo quindi verso Via Canipaletti per risalire poco dopo attraverso un arduo sentiero a gradoni fino a Gualdo; qui come sempre, nella piazza della chiesa troviamo il gradito ristoro di "Doriano" (penne ai funghi, mortadella e buon vino) e poiché la pioggia comincia ora a cadere forte ed insistente facciamo una breve sosta nella speranza che spiova. Niente da fare, la pioggia prosegue senza sosta, siamo bagnati come pulcini, ma non è poi così fredda come d'inverno. Quindi, facendo buon viso a cattiva sorte, procediamo senza trascurare di ammirare, ogni volta che se ne presenta l'occasione, il paesaggio particolarmente ampio e suggestivo se osservato dal punto panoramico che si trova dopo il bivio per via di Inta e che ci permette di abbracciare con lo sguardo i due versanti, colline e lago fino al mare.
Dopo essere ripassati da Montigiano e relativo ristoro, affrontiamo una discesa ripida sconnessa e fangosa, quasi un letto di torrente che ci riporta precipitosamente in basso, al temine della quale ecco di nuovo le imponenti arcate autostradali che ci riportano al quotidiano. Ormai la pioggia è cessata e si fa strada un timido solicello, ancora un po' di strada in mezzo all'abitato ed eccoci ritornati a Sterpeti: anche per oggi abbiamo compiuto con piacere il nostro dovere di podisti.