Comitato Interprovinciale Marce Sportive (C.I.M.S.)

 
Accordo Stato-Regioni
091 del 5 agosto 2014 circa gli eventi sportivi
Per prendere contatti con un gruppo DEU per il servizio di soccorso sanitario, gli organizzatori possono rivolgersi al numero 347/6080273 valendosi di medici abilitati alla rianimazione ed all'uso del defibrillatore a costi calmierati
Convenzione con l'AOUP
per la certificazione agonistica e non
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LA RUBRICA DI M;ARIA LUISA

CIAO A TUTTI!

"Ciao, a domenica!" ci eravamo salutati tutti così noi podisti avvezzi, come siamo da anni, agli appuntamenti domenicali, o comunque festivi, con i luoghi del nostro Trofeo delle Tre Province.... ma la domenica successiva dopo Vicopisano non ci siamo più visti e veramente qualcosa di terribile ci ha colpito lasciandoci inizialmente sorpresi e non in grado di valutare la gravità della situazione, né le tristi conseguenze e tantomeno la durata. Forse la Terra maltrattata ha voluto presentarci il conto? Forse qualcosa è sfuggito di mano a dei ricercatori o "manipolatori"? Una cosa è comunque certa, che tutto è poco chiaro, né abbiamo ancora la certezza di quando e come finirà. Coloro che dovrebbero dare sicurezza e certezza brancolano ancora nel buio, un giorno fanno una affermazione, il giorno dopo il contrario, chi dice una cosa ed il "collega" afferma l'opposto. Dove sta il "busillis"? Mi piacerebbe dire, lo sapete, tutto quello che penso, ma non è opportuno perché questa non è la sede e poi perché le idee personali devono rimanere tali; voglio solo ripetere che ci mancano tanto le nostre marce, i bei luoghi, gli amici, i compagni di questo bel "viaggio" nel mondo della Natura e dello Sport che ebbe inizio quasi 50 anni fa e che tanto bene ha portato a chi se ne è innamorato e lo ha percorso con continuità, apprezzandone i tanti aspetti benefici, educativi, socializzanti, istruttivi e salutari. Un saluto a tutti sperando di vederci presto!

FORZA E CORAGGIO “in solitudine ancora ma virtualmente uniti con le Tre Province”

Cari amici podisti, non ci siamo dimenticati di voi, penso comprenderete il perché di tanto silenzio, anche noi, come del resto tutti, siamo stati colpiti da una situazione non immaginabile, da un qualcosa di veramente imprevedibile e di talmente doloroso da rimanere ammutoliti e da desiderare soltanto il silenzio, la riflessione, la speranza e da provare tanta pietà e dolore per coloro che ci hanno lasciato nel modo peggiore. Certamente dobbiamo reagire con coraggio per ricominciare e valutare positivamente anche quelle che, al momento, possono sembrarci soltanto piccole conquiste. Di queste oggi vogliamo informarvi anche se molto probabilmente ne sarete già a conoscenza. Ecco le novità del nuovo Decreto: dal 4 maggio riprendiamo a muoverci, potremo andare a passeggiare anche lontano da casa, fare sport all'aperto, così infatti precisamente si legge "è consentito svolgere individualmente o con accompagnatore per le persone non completamente autosufficienti attività sportiva o attività motoria purché nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri per l'attività sportiva e di almeno 1 metro per ogni altra attività". Queste precisazioni riguardano quindi anche la nostra attività ludico-motoria; nel Decreto permangono i divieti per l'apertura di centri sportivi e di palestre, mentre sarà invece possibile l'accesso ai parchi pubblici, alle Ville e Giardini, rispettando ovviamente le distanze di sicurezza di cui sopra. Cari podisti seguite il nostro sito, sarete informati e aggiornati su ogni aspetto relativo al nostro mondo. Anche per quel che riguarda la Premiazione del Trofeo 2019 è tutto fermo, dobbiamo aspettare che l'epidemia si avvii gradualmente ad una vera fase di controllo per programmare anche il benché minimo progetto. Ci auguriamo che questo avvenga al più presto, per ora attendiamo pazienti rispettando scrupolosamente ogni regolamento da bravi cittadini e corretti sportivi.

In solitudine ancora ma virtualmente uniti con le Tre Province

Cari podisti eccoci di nuovo a tenervi compagnia con il nostro appuntamento che, se sarà possibile, anche con il vostro contributo potrebbe diventare, se non settimanale, senz’altro frequente o quasi. Il momento più critico è superato, cerchiamo di dimenticare almeno un po’ quell’otto marzo, quando piombammo quasi all’improvviso nella pandemia con tutte le traumatiche e tristi conseguenze. Ora siamo entrati nella fase 2 ed è momento di riprendere, di ricominciare a muoverci, ovviamente senza abbassare la guardia e senza dimenticare che il nostro sarà un muoversi in solitudine; non ci sono dubbi che ci mancheranno i nostri compagni di cammino, i loro chiassosi saluti, le conversazioni, le battute dei più spiritosi. Noi tutti Consiglieri CIMS, con il Presidente proviamo una grande nostalgia per le marce delle nostre Tre Province, ci mancano e ci mancate voi amici podisti, anche se siamo speranzosi che al più presto si possa riprendere la normalità, o comunque qualcosa che ci riporti alla possibilità di socializzare di incontrarci, camminare insieme, di raccontarci, magari senza mascherine né guanti paura, ma soprattutto senza paura di contagi. Intanto accontentiamoci di riprendere il nostro cammino, ci terranno compagnia i ricordi, mentre la solitudine ci permetterà di vedere ed apprezzare meglio quello che talvolta forse non abbiamo visto né notato, gratificando così Madre Natura che tanto ci dà rasserenandoci. Domenica 3 maggio, ad esempio, il nostro Consigliere Fabrizio Giorgetti ci ha raccontato la sua passeggiata in solitario intrapresa con l’intento di trascorrere poco più di un’ora all’aria aperta godendo finalmente della desiderata libertà; si è recato per l’appunto sul percorso della marcia denominata Sgambata Chiesanovese, organizzata dal suo amico Bertelli. Per ricordarvela, cari amici, il suo tracciato ci ha fatto conoscere l’Interferometro VIRGO e l’importanza delle onde gravitazionali, richiamando alla nostra memoria Einstein e non solo; un percorso in realtà in mezzo alla verde campagna che il nostro amico ha gustato pensando e temendo che passerà molto tempo prima che si possa correre in gruppo. Tornando a casa, magia della memoria, si è ricordato che circa 60 anni prima proprio su quelle viottole erbose aveva imparato ad andare in bici senza rotine ,poi la meravigliosa vista di quel Pino solitario e del cartello che lo evidenziava. Ed intanto il nostro protagonista rinfrancato e corroborato dalla natura e dal piacere del procedere già pensava alla prossima avventura: la Rocca della Verruca.
Così cari amici, se vi farà piacere potrete partecipare anche voi, raccontando le vostre camminate di ora, oppure i ricordi di qualche marcia rimasta impressa nella memoria per la sua bellezza e che vorreste ripercorrere ancora; oppure i vostri pensieri, le vostre riflessioni. Potremmo riportarle sul nostro sito, offrirle a tutti gli amici marciatori e condividerle; un modo per incontrarci, sentirci vicini.

SUL MONTE VERRUCA

Come ci aveva promesso, eccoci in compagnia di Fabrizio Giorgetti, attivo consigliere del CIMS, che all'inizio della tanto attesa "Fase 2"ci aveva detto: "non ero più stato a percorrere i sentieri dei Monti Pisani.... ma qualche settimana fa telefonando a Minervini, ci eravamo detti che, appena possibile, saremmo andati a correre proprio sul Monte Verruca.... sia per verificare come era la situazione post incendio, ma anche come forma di auspicio per la ripresa delle nostre, seppur modeste, imprese podistiche settimanali" E così è stato fatto. Logicamente ci siamo adattati un po' tutti alla nuova situazione, ma è pur vero che ci mancano le domeniche, la compagnia, e moltissimo anche "i nostri luoghi" ed ognuno, come gli è possibile cerca una sostituzione, un riempitivo, sempre in attesa che.... "Questo itinerario escursionistico- prosegue Fabrizio - è stato complessivamente di 10 km., cominciando a salire la strada che porta ai resti del Castello di Caprona, chiamato comunemente "torretta".
  E qui i nostri due marciatori incontrano Dante con i ben noti versi dell'Inferno (Canto XXI, vv.94-96," così vid'io già temer li fanti/ ch'uscivan patteggiati di Caprona/veggendo sé tra nemici cotanti) riportati su un totem. Infatti nell'agosto del 1289 dopo lungo assedio, i fanti che difendevano il castello dovettero cedere, in cambio della vita, alle assai superiori forze della lega guelfa; al giovane Dante che era tra gli assedianti, evidentemente rimase molto impressa l'immagine dei soldati impauriti. Nel passato in questi luoghi, e non solo, frequenti furono le lotte e le guerre tra le varie città toscane.... il che ha lasciato, per così dire, residui di campanilismo per fortuna pacifici. Lasciando il passato e venendo all'oggi, nel settembre del 2018 un violentissimo incendio "ha devastato la parte sud-orientale del Monte Pisano, distruggendo praticamente tutta la vegetazione presente fino alla Rocca della Verruca". Quante volte durante le nostre marce abbiamo percorso questi luoghi, queste salite in mezzo a lussureggianti pinete, a boschi piacevoli intervallati talvolta da ampie radure invitanti alla sosta, mentre dall'alto si aprivano estesi panorami sulla piana e la Valle dell'Arno. Mi permetto un ricordo, una quindicina di anni fa, la notte di San Lorenzo, insieme ad un gruppo di amici della Francigena, scendendo dalla Verruca all'imbrunire, sostammo a Col di Cincia sdraiati naso all'insù ad aspettare le stelle cadenti; ricordo bellissimo ed indelebile. Torno a Fabrizio, "il disastro ecologico a venti mesi dal fattaccio è ancora ben visibile con una vasta immagine di tronchi neri bruciati, contrapposta a qualche chiazza chiara di qualche fusto dove la corteccia carbonizzata ha lasciato nudo il secco legno bianco e bruciato". L'immagine che prevale dopo questa descrizione dei nostri due amici podisti, tra ricordi meravigliosi e realtà triste, è quella di un braciere spento, anche se tuttavia dove un tempo cresceva vegeto e prepotente il sottobosco, ora il terreno è tutto verde. La nostra speranza è che la vegetazione riesca ad averla vinta e la Natura trionfi, perché le generazioni future possano gioirne, imparando che i gesti insensati, se così è stato, non si ripetano più. E che dire della Rocca? Ricordo che noi podisti un anno abbiamo avuto la possibilità di visitarla dopo che erano stati fatti i lavori di restauro e messa in sicurezza, ci fece molto piacere. Ma sapete chi c'era stato secoli prima di noi? Il 23 Luglio 1523 ci si recò Leonardo da Vinci, ce lo racconta Francesco Guicciardini e, non arrabbiatevi voi Pisani, voleva fare una ricognizione allo scopo di offrire la sua collaborazione al progetto dell 'esercito fiorentino di deviare fuori da Pisa il corso dell'Arno. Ma per tornare ai nostri giorni,vogliamo ricordare che per i frequentatori delle marce delle tre Province non sarà difficile ricordare il luogo dove l'ultima domenica di settembre Alvaro Parri ci rifocillava a suon di prosciutto e...tanta tanta simpatia.

"Non diamo niente per scontato"

Avete visto? Basta parlare che qualcuno risponde se c'è una valida motivazione ed ecco che tre podisti "verru'ani" si sono espressi a proposito dei loro pensieri ed attività nel periodo della quarantena ciascuno "a modo suo", ma tutti in maniera piacevole ed interessante ed accomunati dallo stesso desiderio. C erto è che noi esseri umani soltanto quando subiamo le avversità ci accorgiamo di quanto sia importante e bello quello che abitualmente abbiamo a portata di mano. Eccovi il primo pensiero, ed in proposito ringraziamo Carolina del Cesta che si è fatta portavoce, oltre che protagonista del terzo pensiero.

Ecco quanto ci ha scritto Roberto Matteucci:

Ciao a tutti. Sono Roberto Matteucci, l'infermiere intensivista del G.P. La Verru'a. Che dire, sono impegnato al lavoro ad affrontare questo invisibile ma micidiale nemico con turni che sai quando inizi ma mai quando finisci. Bardato di tutto punto che quando ti svesti non sai neppure più se hai una pelle oppure no. La fortuna ha voluto che a Natale mi regalassi un tapis-roulant acquistato al Decathlon. Mai acquisto fu più azzeccato. Unica consolazione che posso correre per un'oretta in casa, altrimenti non avrei alcuna valvola di sfogo per i turni difficili a cui sono sottoposto. Spero tanto che questo incubo finisca il primo possibile, ma i dati epidemiologi sono tali da pensare che la nostra stagione podistica risulterà ampiamente compromessa. Per non parlare delle relazioni sociali. Un saluto nella speranza di incontrarvi di nuovo tutti insieme molto prima.
Un runner infermiere in prima linea

Così Alberto Macchia:

Ciao tutti sono Alberto Macchia e mi manca tanto la pasta delle corse delle Tre Province!!! In casa mia sono solo io che mangio la pasta e vi dico che sono arrivato alla fine. L'ho smaltita tutta.... in verità un poco è andata anche alla Caritas! Aiuto! Aiutoooo.... voglio tornare alle nostre marce domenicali!! Un abbraccio a tutti.

Il terzo pensiero è di Carolina del Cesta, anche portavoce degli amici della Verru'a:

Ciao a tutti, sono Carolina del Cesta e vi scrivo quando ormai l'Italia è già nella Fase 2, ovvero quella fase tanto attesa da tutti (ma dai podisti di più) e dopo due mesi di lockdown ci sta concedendo, non si sa per quanto, di poterci finalmente allenare all'aperto entro spazi sconfinati!!! Per me che per due mesi ho corso in giardino, stabilendo pure un record personale di 13 km., poter uscire di nuovo per le nostre strade di campagna è stata veramente una gioia immensa!!! Quelli che prima dell'emergenza Covid19 mi sembravano "i soliti percorsi" hanno assunto un valore speciale dopo questi due mesi di quarantena. Prossimo obbiettivo: tornare a percorrere le salite di Montemagno di Calci!! Da questa esperienza, se non altro ho imparato che la libertà (non solo di correre) che abbiamo nella nostra vita "normale" e della cui importanza spesso non ci rendiamo neanche conto è una cosa preziosa e non va data per scontata.... Un saluto a tutti.

ALTRI TEMPI ERANO QUELLI!

Leggendo la “grande avventura” di Luca, poiché “io c’ero”, sono tornata indietro nel tempo rivivendo l’atmosfera e molti degli episodi e delle marce di cui parla con dovizia di particolari e dell’ambiente prevalentemente maschile e paesano (le donne agli inizi rimanevano inserite nel “gruppo famiglia”). Tutto era indubbiamente genuino, familiare, semplice, alla buona; sono passati cinquanta anni, ma sembra che che sia passato più di un secolo! Non siamo moltissimi ormai quelli che abbiamo vissuto fin dall’inizio questa avventura, ci siamo aggiornati, ormai adattati, come è normale, al progresso, ma anche infastiditi dalla burocrazia, dalle numerose complicazioni e quindi ci fa molto piacere sentire raccontare di quei tempi. In fondo è storia anche la storia di noi podisti che abbiamo dato origine e poi incrementato quel movimento che è oggi l’importante “ fenomeno ludico-motorio”. Mi auguro che “le alte sfere” insieme al mondo competitivo si ricordino anche di noi.

LA GRANDE AVVENTURA

di Luca Petricci

Correva l’anno 1973 e lavoravo come elettricista presso la ditta “Bulleri” di Cascina che produceva macchinari per la lavorazione del legno e che si trovava dove oggi sorge l’attuale Città Del Teatro. Tra i miei colleghi c’era Francesco Picchi, che il giorno 28 o 29 aprile di quell’anno si presentò al lavoro con un volantino pubblicitario di una corsa: “domenica 4 maggio 1973, 1° marcia fra ciliegi e vigneti in quel di Lari, di km 20”. Mi invitò a parteciparvi insieme ad un suo amico, Franceschini Moreno. La mia prima reazione fu un “ma te sei scemo”, seguito da un “no” molto deciso. Tuttavia, per due giorni Francesco continuò la sua opera di persuasione...tantoché alla fine accettai, precisando che ci saremmo dovuti organizzare in merito, e così fu. Dovete sapere che all’epoca le corse non prevedevano ristori, per cui ci portammo da casa panini dolci e bibite e quella mattina ci presentammo a Lari presso il castello con due borse piene di cibarie e bevande. L’iscrizione costava la bellezza di 1.500 lire e alla partenza che era alle ore 9.00 si contavano circa 150 partecipanti (un’enormità per l’epoca). Una volta partiti, cominciarono tutti a correre speditamente e noi dietro....se non che le borse cominciarono molto presto a pesarci e a dare fastidio, per cui al 4 o 5 km decidemmo di fermarci a mangiare tutte le provviste e poi via dietro alla carovana dei partecipanti.
Alla fine un po’ di corsa un po’ al passo, percorremmo tutti i 20km in 2 ore e 40 minuti e ricevemmo all’arrivo una medaglietta che tuttora conservo. Sempre all’arrivo trovammo dei volantini delle marce che si sarebbero svolte le domeniche successive....E fu così che la grande avventura proseguì per le marce delle località di Meati, Verciano, Montuolo, Ponte San Pietro, Pian del Quercione (tutte in provincia di Lucca n.d.r.), di Livorno, e altre che non ricordo.

 

La nascita di mia figlia nell’agosto di quell’anno, segnò e limitò la mia presenza al primo calendario del trofeo delle tre province nato nel 1974 perché le manifestazioni erano poche (14) e si svolgevano prettamente in Lucchesia nel periodo primavera estate ed io la domenica andavo a trovare la mia famiglia al campeggio a Marina di Donoratico....
Detto questo passo a raccontare gli episodi che sono rimasti nell’albo dei ricordi. Inizialmente, e per due o tre trofei non ricordo bene, le marce avevano un chilometraggio da 18 km fino a 42 km....Era il 1974 e io mi ero iscritto con il gruppo “Rondinella” di Pontedera e alle marce andavo spesso con Granchi Renzo iscritto con il gruppo “U.S. Tirrenia” (attuale “Marathon Club”). Partimmo una domenica di quell’anno per Bagni di Lucca per il ‘’Giro dei colli termali’’ di km 32.... Alle ore 9 partenza e insieme corri corri, arrivammo ad un paese chiamato Lugliano dove le campane di mezzogiorno suonavano a distesa. Normalmente a quell’ora avremmo dovuto essere già arrivati ma....incontrammo un uomo anziano e alla domanda ‘’Scusi, per Bagni di Lucca?’’ la risposta fu ‘’Eeeeeh......’’ come per dire “ce ne avete di strada ancora da fare!! In breve arrivammo alle 2 del pomeriggio e prima di noi ne erano arrivati solo in tre ed i km fatti sicuramente più di 50. Non vi dico cosa mi aspettò quando arrivai a casa ma peggio andò a quelli che le loro mogli alle 5 del pomeriggio, non vedendoli tornare a casa, erano andate dai Carabinieri a denunciarne la scomparsa. Faccio presente che a quei tempi non c’erano i ristori!!! Questo è il primo ricordo ma di meno eclatanti nell’anno e negli anni a seguire ce ne sono di innumerevoli. Mi piace ricordare quando a Meati all’arrivo fecero per la prima volta il ristoro ‘’biscotti Marie’’ Andarono a ruba come se fosse stato caviale.... o quando con il fido Renzo andammo a correre a Piazza al Serchio (LU). Alle 8.45 arrivammo sulla piazzetta dove c’è tuttora la locomotiva del treno a vapore ma non c’era nessuno....Di lì a poco arrivarono due signori con un tavolino da bar....chiedemmo dove era la corsa....Erano loro gli addetti all’iscrizione e c’erano solo loro....meditate gente....meditate.

Molte altre situazioni ed eventi del genere sono avvenuti e sono ricordati nel libro dei 25 anni del Trofeo Tre Province, come il temporale di Massaciuccoli (LU) del 5 Agosto; la marcia di Barga (LU) dove facevamo a gara a chi arrivava prima in cima al Renaio per mangiare ricotta e formaggio pecorino; il premio di partecipazione a Pieve Fosciana (LU): una piccola sedia impagliata con un panino all’anice sopra.

Nel 1974 la Casa Del Popolo di Casciavola (PI), organizzò una marcia podistica. Si presentò un gruppo di persone che lavoravano presso il Maglificio Artigiano di Vaghetti Giuseppe a San Benedetto a Settimo (PI). Non sapendo dare il nome del loro gruppo all’atto dell’iscrizione, optarono per il nome della ditta dove lavoravano. Nacque così formalmente il Gruppo Sportivo Maglificio Artigiano che ufficializzò la sua nascita alla fine del 1976 in un’assemblea all’interno della ditta con l’elezione del consiglio con a capo Malfatti Dino. Nel 1977 il gruppo partecipò alle gare del Trofeo Tre Province e al presidente venne l’idea di organizzare una gara l’ultima domenica di novembre dopo l’ultima marcia delle Tre Province. La partenza fu stabilita presso il Circolo Combattenti e Reduci di San Frediano a Settimo e la marcia fu chiamata “Dall’Arno alla Verru’a” perché il gruppo era formato da persone di San Frediano a Settimo, San Benedetto, Marciana e Uliveto Terme, paesi frontali sulle rive dell’Arno.
Volantino pubblicitario: COPPA A TUTTI I PARTECIPANTI con premio a sorteggio. Quota di iscrizione 2.500 Lire. Prendemmo 500 coppe e preparammo 700 premi a sorteggio. Il sabato facemmo tutti i preparativi con un tempo da lupi: acqua, vento, un freddo cane. Eravamo convinti che il giorno dopo ci sarebbero stati pochi partecipanti. Invece, la mattina, un cielo limpido con aria pungente accolse 1.054 podisti da tutta la Toscana. Che fare....Promettemmo a chi era rimasto senza premio, che glielo avremmo portato a casa e così fu. Dal 1978 la corsa “Dall’Arno alla Verru’a” è presente sia nel calendario del Trofeo delle Tre Province che in altri calendari podistici.
Per le prime cinque edizioni fummo in grado di dare come premio di partecipazione una coppa a tutti con un massimo di 3.300 partecipanti a Marciana nel 1981.

All’inizio degli anni ’80 nacque a Capannori (LU) la prima 24x1 alla quale partecipammo come gruppo. Successivamente ne seguirono altre a Pisa all’Arena Garibaldi e al campo scuola a Lucca. In quel periodo tutti i componenti della squadra riuscivano a fare da un minimo di km 12,800 a un massimo di 15,200km in un’ora. Io preferivo correre sempre di notte....A Capannori, credo fosse stata la seconda edizione, in un’ora notturna partii con il mio passo sempre da km 14 a 14,400. Nella prima mezz’ora arrivarono incitamenti dai miei poi più nulla....Alla fine della mia frazione arrivai con il braccio teso per dare il cambio....sono ancora là con il braccio teso....il cambio non era arrivato. Altra 24x1 di un luglio a Pisa all’Arena Garibaldi....In quel periodo ero fermo da mesi per problemi di salute e quella notte ero di servizio a Pisa S.Rossore (ferroviere) e dissi ai miei colleghi di lavoro che sarei andato a fare visita ai miei amici che correvano lì vicino. Arrivai all’Arena e i miei compagni del gruppo mi dissero: ‘’meno male che ci sei, manca uno, devi correre’’. Assai perplesso risposi: ‘’sono mesi che non corro e poi non ho con me l’abbigliamento adatto per correre”. Mi trovarono un paio di scarpe n. 45 (io ho il 41), una maglietta e un paio di pantaloncini e....via!!! Terminai l’ora con 14 km percorsi ma i giorni successivi non riuscivo quasi a camminare. Per finire con le 24x1 ricordo un’edizione al campo scuola di Lucca dove corremmo con la pista allagata per la pioggia che veniva.

Inizio ora a parlare di episodi o momenti messi non in ordine cronologico. Parlo delle prime maratone che hanno fatto la storia del Cims....Lucca 10 giri delle mura urbane....Primi due anni quasi tutto regolare con punzonatura ad ogni giro. In seguito, per due o tre anni i bravi podisti capirono che si poteva fare la maratona in poco meno di mezz’ora scendendo dal bastione dopo il controllo e risalendo il bastione prima del controllo.
Altra maratona su strada a Lari nel 1976, molto dura per i saliscendi ma passata alla storia per un motivo impensabile....Si era sparsa la voce che per le lunghe distanze occorrevano i “sali” per aiutare i partecipanti. Fu così che ai pochi ristori sul percorso misero vaschette con il “sale” da cucina e chi lo mangiò penso che se lo ricordi ancora!!!
Con la maratona di Lucca cominciò tra alcuni podisti la gara a chi scorciava il percorso o partiva prima con l’intento di arrivare prima di altri....
Anche nel nostro gruppo ‘’La Verru’a’’ cominciò questo gioco con episodi della serie ‘’non tutte le ciambelle vengono con il buco’’. Eravamo a correre a Molina di Quosa (LU) e qualcuno del nostro gruppo pensò di tagliare attraverso il monte....arrivarono a un recinto per cavalli....Pensarono di scavalcarlo ma era elettrificato!!!
Altro episodio: una domenica eravamo a Vecchiano (PI) e sempre alcuni soci del nostro gruppo erano in disputa a chi partiva prima....Tre di essi dopo aver preso il premio di partecipazione, all’arrivo non trovarono più la macchina....Per farla breve erano partiti da Vecchiano ma erano arrivati ad Arena Metato (PI), confondendosi con le indicazioni del percorso di un’altra marcia che si stava svolgendo in contemporanea proprio ad Arena Metato ma che faceva parte del Trofeo Lucchese.

Nella seconda metà degli anni ‘70 nacquero “Le Classiche Toscane” e alcuni di noi vi parteciparono.... Una domenica andammo a Firenze per partecipare alla ‘’Guarda Firenze’’. Era l’11 aprile del ‘76 e io già allora come ora, ero pelato senza neanche un capello. Gli organizzatori avevano preparato un arrivo insolito. Entravamo da una porta per accedere al palco di un teatro dove la sala era gremita di gente. Arrivo io...medaglietta ed estrazione di un premio a sorteggio....apro il biglietto e lo speaker dice: ‘’Una confezione da 1 litro di shampoo per capelli’’....una risata generale concluse la mia partecipazione. Altra scenetta da raccontare.... Decidemmo di partecipare a una marcia in Lucchesia, a Corsagna per la precisione. Eravamo in 5 con la mia auto: io Renzo, Giacomo non ricordo gli altri....Come premio davano un pollo vivo....Giacomo e Renzo avevano il pollaio vuoto e pensarono di prendere 10 iscrizioni ciascuno e così fu....all’arrivo il pollo veniva dato in una scatola abbastanza grande....ma dove le mettevamo 23 scatole visto che la mia era una Opel Kadett normale? La brillante idea fu di mettere più polli in una scatola e così ripartimmo verso casa....

Dopo una mezzora di viaggio sentimmo un gran puzzo diciamo “di pollaio”....Per farla breve quando arrivammo a casa di Giacomo si contarono se ricordo bene 20 (polli) morti e 3 feriti.

Un’altra cosa da ricordare con molto piacere è la marcia di Volterra ‘’Sgambata tra i colli degli Etruschi’’. Chi ha fatto almeno una volta la lunga dovrebbe ricordare che dopo la discesa si comincia a salire per tornare a Volterra. Su una curva della strada asfaltata abbiamo sempre trovato un tavolino con acqua da bere e una tinozza d’acqua per rinfrescarci offerta da due signore che hanno la casa lì vicino....beh queste due signore erano due ragazzine nel lontano 1973 quando ci passammo per la prima volta e da allora tutti gli anni le troviamo con il loro sorriso e la loro gentilezza.

Negli anni settanta oltre al ricordo di una medaglietta come premio di partecipazione e ai premi a sorteggio era in uso premiare con una coppa, allora molto ambita, i gruppi più numerosi. In alcune manifestazioni venivano premiati il partecipante più giovane, il più vecchio e anche quello che veniva da più lontano. Una domenica mattina gli organizzatori della marcia ‘’Scollinata Cascianese’’ di Casciana Alta (PI) pensarono di premiare con una coppa anche il partecipante più pesante. I più papabili all’epoca erano i fratelli Granchi di Ponsacco e Magli Enzo di Pontasserchio (che purtroppo è venuto a mancare proprio in questi giorni). All’arrivo, con la speranza di vincere la coppa non trovarono di meglio che attaccarsi alla fontana che era sulla piazza e bere litri di acqua con l’intento di essere più pesanti, prima di salire sulla bilancia che sanciva il vincitore della coppa riservata al partecipante più peso. Sempre in quegli anni era in uso segnalare il percorso con la vernice. Le strade erano pitturate di frecce di tanti colori. Tuttavia gli organizzatori del ‘’Trofeo Montecatino’’ a Ponte del Giglio, in Valfreddana in provincia di Lucca, pensarono di segnalare il percorso con dei coriandoli. Una buona iniziativa se non che una volta partiti, cominciò a piovere e i coriandoli a galleggiare.... Arrivati in cima a una salita cominciammo la discesa seguendo i coriandoli ma aimè ci ritrovammo in fondo a una radura dove c’era solo una casa di contadini. I coriandoli avevano preso la discesa sbagliata.... risalimmo in vetta per riprendere la diretta via.

Da ricordare con il sorriso sulle labbra alcune marce dove ci divertimmo un sacco. Anno 1985 corsa a Calcinaia (PI)....temperatura 14 °C....partiti con gli altri, tutti vestiti con due o tre maglioni indosso (abbigliamento podistico dell’epoca n.d.r.). Dopo qualche chilometro arrivammo alla salita della ‘’Conserva’’ che porta alle Quattro Strade di Bientina (PI) e qui fu il dramma. Trovammo la strada ricoperta da diversi cm di ghiaccio.... formammo più catene prendendoci per mano per cercare di andare su....facevamo due metri in avanti e uno e mezzo indietro. Tra risate e divertimento arrivammo in cima. Da notare che all’arrivo, nonostante i maglioni, neanche una goccia di sudore.
Anni dopo....25 Aprile marcia di Montenero (LI) con partenza da un bar sulla piazza del Santuario....Pioveva è dire poco....un diluvio. Il percorso ci portò in vetta al ‘’Castellaccio’’ per poi scendere verso il versante sul mare....Fin qui tutto bene ma il dramma fu risalire per tornare a Montenero. La strada sterrata che dovevamo percorrere era stata oggetto di lavori di scavo e la pioggia aveva creato uno spesso strato di fango. Risalire fu più triste perché mentre alla corsa di Calcinaia avevamo fatto qualche centinaio di metri sul ghiaccio, questa volta si trattò di 3 o 4 km nel fango. So solo che impiegai quasi due ore per arrivare di nuovo al ‘’Castellaccio’’.
Questi episodi insieme ad altri meno eclatanti fanno riflettere....Allora forse perché più giovani o forse più rispettosi e meno polemici, arrivavamo felici di aver completato il percorso senza inveire o fare dimostrazioni di malcontento verso gli organizzatori. Forse eravamo dei veri podisti che ci identificavamo nel vivere e nello scoprire i posti, i paesaggi, la natura che i percorsi del nostro Trofeo Tre Province, sanno ancora oggi offrirci.
Non sono un buon lettore e quindi neanche un buon scrittore ma prima di chiudere questi miei ricordi voglio ricordare fatti collegati a marce e personaggi che nel primo ventennio del Cims hanno segnato la storia.
Non ricordo l’anno ma una mattina la marcia aveva come luogo di partenza il Circolo Arci di Campo (in località S. Giuliano Terme - Pisa)....premio di partecipazione ‘’un litro di vino’’. Nulla di particolare viene da dire, se non che il vino veniva dato sfuso. Molti lo sapevano e avevano portato il recipiente ma altrettanti invece ne erano sprovvisti e allora....caccia alla bottiglia per tutto il paese, per portare a casa quel prezioso litro di vino (alcuni ne presero di più perché trovarono recipienti più grandi).
Sempre in quel periodo partecipammo alla marcia di Molina di Quosa rimasta nella storia non per i bellissimi percorsi fra la natura ma perché al primo gruppo classificato venne dato come premio un maialino....VIVO.....Non so descrivere le manovre che dovettero fare i responsabili di quel gruppo (non ricordo chi lo vinse ) per caricarlo in macchina e portarselo via.
Un’altra bellissima marcia che viene ricordata è quella di Ponte a Moriano (Lucca). Partimmo molto numerosi verso Sesto di Moriano....da lì prendemmo per una salita abbastanza impegnativa e arrivati in cima alcuni ragazzi notarono che da un ulivo pendeva un sacco che sembrava una balla di juta, con alcuni volatili che volavano intorno. Beh.....no trovarono di meglio che prendere pietre e usarlo come bersaglio.....successe il finimondo.....quel sacco era un nido di gialloni (grosse vespe)!!! Molte persone furono punte e molte dovettero farsi curare dai sanitari intervenuti con le ambulanze.
Ci sono stati negli anni numerosi personaggi che hanno partecipato alle nostre marce e che vorrei ricordare. Baggiani del gruppo podistico “Aig” di Livorno. Prezioso fu il suo lavoro fatto quasi nell’anonimato al servizio del Cims. Controllava tutti i cartellini di ogni marcia uno ad uno e assegnava ad ognuno i km spettanti. Se abbiamo un archivio dei trofei vinti e km fatti, penso che il maggior merito sia suo.
Poi c’è Polvere di Lucca.....non molti si ricordano di lui perché sono anni che è scomparso....Beh questo simpatico e stravagante uomo era amico di tutti...portava gioia e spensieratezza con il suo modo singolare di essere.... Pensate....aveva un abbigliamento vistoso multicolore con scritte tipo ‘’W le Tre Province’’. Indossava un cappello che era un misto tra cowboy e messicano, con campanacci attaccati qua e là che suonavano al suo passaggio. Faceva tutte le marce lunghe con in mano un cartello non piccolo con la scritta ‘’POLVERE SALUTA.....”( più il nome della località dove veniva organizzata la marcia). Inoltre portava una borsa con dentro caramelle che dava ai bambini che incontrava sul percorso. E’ stato unico e lo ricordo con piacere, affetto e simpatia.....tutti gli volevamo molto bene.

Ecco ho finito. Per il mio modo di essere ho scritto anche troppo....Colpa di questo maledetto virus che mi ha fatto allontanare da questo nostro mondo podistico dove tutti noi, che si corra o che si vada al passo, siamo accomunati dalla stessa passione che ci unisce e ci rende tutti uguali.

C'eravamo anche noi donne....

Se mi permettete un'autocitazione, riporto quello che scrissi nel 2012 quando fu fatta la pubblicazione in occasione del 40° del Gruppo Podistico AIG di Livorno.

DONNE PODISTE 40 ANNI FA

Quando noi donne cominciammo a far la nostra comparsa nel mondo del podismo eravamo veramente poche, potevamo contarci sulle dita di una mano e talvolta eravamo guardate con un po' di sospetto; in realtà finché restammo intruppate nell'ambito familiare c'era poco da ridire. Quando però cominciammo a "staccarci" ed a correre in pantaloncini e maglietta ed a partecipare magari a qualche staffetta o a qualche marcia con parvenza di competitività.....   come capita sempre quando si verificano cambiamenti generazionali e si infrangono dei tabù, cambiò l'atteggiamento nei nostri confronti ed i commenti non furono sempre benevoli, sia da parte degli uomini, sia da parte delle donne (il che conferma una realtà, di quanto difficilmente le donne riescano ad essere amiche tra loro). Non mancavano certo le nostre reazioni perché imperterrite continuavamo con tutta la grinta di chi si accorge che deve fare una "conquista", che deve prendere quello che non solo è lecito, ma è un sacrosanto diritto, cioè la libertà di muoversi, di correre mettendo in azione il motore del proprio corpo, il più perfetto e nello stesso tempo il più delicato. Una volta un marciatore, evidentemente più misogino o più retrogrado di altri ci gridò petulante: "le donne alla conca", lo ricordo ancora, lo vedo come se lo avessi davanti agli occhi, con la maglia a larghe righe bianche e verdi, capelli lunghi ed arruffati ed un incedere stentato.... No comment! Non dico che oggigiorno le donne siano più numerose degli uomini, ma sono veramente tante e nessuno ha niente da obiettare o commentare; questo diritto glielo hanno conquistato, almeno nel mondo delle Tre Province, Anna Baggiani e Maria Luisa dell'AIG, Rina Favilli dell'Atletica Volterra, Graziella Cei del Gruppo Marina di Pisa e poi dei Mobilieri Ponsacco, Gabriella Tarantino dell'"Otto Pi" di Pisa con la loro tenacia e l'amore per il più semplice, naturale e sano sport del mondo. Purtroppo Rina e Gabriella non sono più tra noi da molti anni, pertanto ci fa piacere cogliere questa occasione per ricordarle con grande affetto a chi le ha conosciute ed apprezzate. Continuando sull'argomento per completezza voglio aggiungere che fortunatamente non tutti si comportavano come il podista dalla "maglia a righe verdi e banche" e che altri non solo cominciavano ad approvare la presenza femminile nel mondo del podismo, ma addirittura ne auspicavano la partecipazione anche alle maratone; siamo negli anni '80.

SGAMBATA SUI MONTI PISANI

Domenica 17 maggio, anche la marcia di Sillicagnana "5 Mulini" è "andata buca" come del resto tutte le altre fino alla decima, questa sarebbe stata la 27^. Molti di noli ancora in solitudine o quasi abbiamo cercato di riempire quel vuoto nel migliore dei modi. I nostri amici Fabrizio e Giovanni, che già conoscete attraverso i loro racconti, hanno organizzato la loro bella camminata domenicale, certo rimpiangendo di di questo complesso non potersi recare nel cuore della Garfagnana, luoghi meravigliosi ricchi di storia, dove senz'altro sarebbero ascesi fino al fortilizio delle Verrucole dal quale avrebbero potuto ammirare un ampio e vasto panorama a 360°. Niente verdi e folti castagneti, niente antichi metati, ora diversamente utilizzati, niente Rocca medievale, ma si sono ugualmente gratificati con una splendida ed unica nel suo genere Certosa di Calci, imponente in mezzo al verde della campagna. "O beata solitudo...." in questo periodo la stiamo provando anche noi, ma certamente non serena come quella dei monaci di un tempo.

A questo punto lascio la parola a Fabrizio che insieme al suo compagno di cammino ha proseguito verso la ridente Valgraziosa e che meglio di me vi renderà partecipi:

"Le 3 Province domenica 17 maggio 2020 ci avrebbero portato a Sillicagnana in Garfagnana in provincia di Lucca in un verdeggiante percorso nel Parco Nazionale dell'Appennino-Tosco-Emiliano invece all'ora prevista, quindi alle 7,30 "pronti-via" io e Giovanni Minervini (per gli amici Gianni) abbiamo iniziato la nostra sgambata domenicale risalendo la Valgraziosa di Calci con destinazione sentiero per Campo di Croce.
  A Sillicagnana avremmo senz'altro asceso il castello delle Verrucole provando apprezzamento per quello che era stato il grande possedimento nel medioevo pe i Gherardinghi, ma nell'odierna corsetta, in sostituzione abbiamo ammirato l'imponenza monumentale della Certosa di Calci comunemente nota come Certosa di Pisa. Quando nel 1966, con una breve gita scolastica con la Professoressa Settembrini al monastero certosino abitato al tempo da soli cinque monaci, io ed i miei compagni avemmo modo di approfondire la giornata del monaco e non avevamo minimamente pensato che il complesso monastico fosse destinato ad altro uso (i monaci hanno abitato il monastero fino al 1972 )come oggi è ospitando il Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa. Così come allora, non avevo avuto sentore di un diverso uso di questo complesso, conseguente addirittura alla partenza degli stessi monaci che allora misticamente ci avevano accolti, anche oggi, seppure nella fase 2 covid, non riesco ad immaginare come potrà ripartire il nostro movimento podistico. Naturalmente questo è stato l'argomento dibattuto nella mattinata, ma senza prolungarsi sul confronto "cosa è stato e cosa sarà"; veniamo a quanto è opportuno descrivere sul giro odierno che vi anticipo "sufficientemente faticoso" anche perché è stato il primo dopo la quarantena con parecchia salita che lo ha reso certamente panoramico e forse per questo più "duro" dei nostri abituali 15 km. Per chi è stato negli scorsi anni alla marcia di Calci "il cuore si scioglie" sarà possibile immaginare l'itinerario che ci porta sopra la località La Gabella, attraversando una vasta area coltivata ad oliveti pregiati e che prosegue nella lussureggiante vegetazione fino a raccordarsi con il sentiero che porta a Campo di Croce che invece noi, per evitare un eccesso di sforzo, abbiamo percorso solo in parte per poi ritornare sui nostri passi a valle fino alla Pieve di Calci. Uscendo da questi sentieri abbiamo visto alcuni casolari adibiti ad attività agrituristica, pronti ad offrire i prodotti locali e le gite a cavallo, ma al momento ancora senza un relativo movimento turistico, per cui le conseguenti riflessioni che i prossimi mesi saranno diversi da quello che si constatava negli anni passati. Non sono solo i podisti purtroppo a soffrire l'isolamento! Trovandoci attualmente orfani del Trofeo delle Tre Province i sentieri sui Monti Pisani rimangono la nostra meta domenicale e un possibile itinerario, tra i sentieri da fare, è assolutamente quello che porta a San Bernardo per tornare a Tre Colli e quindi calpestare quello che è stato e, probabilmente, sarà il completamento della abituale marcia dei Soci Coop Fi con la Verru'a. Auguriamoci che il nostro correre in solitario tra macchie e pietraie sopra Calci non duri ancora pe tanto tempo e che sia possibile tornare a correre insieme a Voi quanto prima possibile nel nostro agognato trofeo".

QUI LIVORNO - CON L’ AIG4MORI

Ad onor del vero devo dire che anche Gruppi, ora meno numerosi, hanno cercato fin dall’inizio della pandemia di rimanere uniti, in contatto dopo il primo choc che aveva lasciato un po’ tutti amaramente sorpresi e silenziosi. Vi dirò che il Gruppo AIG4MORi, ad esempio, del quale faccio parte, ha saputo reagire ed infatti molti degli appartenenti ogni giorno si sono fatti presenti magari con “un mattiniero buongiorno”, o con qualche pensiero proprio od inoltrato: l’importante era “sentirsi”, che c’eravamo, che la compagnia ci mancava, che le domeniche erano diventate piuttosto “vuote” e che tutti attendevamo con ansia che tutto finisse bene e presto! Magari.....
  All’inizio della “fase 2” un po’ di prudente ottimismo.... Ieri mattina, ad esempio, 24 maggio (l’appuntamento sarebbe stato a Porcari), Sara e Fabrizio hanno proposto a tutti un ritrovo sul lungomare di Livorno per un saluto e per intraprendere poi una camminata insieme, o ciascuno secondo l’itinerario desiderato e l’andatura preferita; in effetti poi la meta prescelta è stata Montenero. Al di là di queste valide iniziative prevale senza dubbio la speranza che si possano riprendere le nostre consuete abitudini insieme ai tanti amici dei vari Gruppi e che le Tre Province tornino ad essere l’insostituibile punto di riferimento socializzante ed organizzativo. Non ci resta che essere rispettosi delle regole, anche se molti sono i perché ai quali è difficile dare una risposta.

ANCORA IN VERRUCA

Oramai siamo nella “fase 2“ e procediamo con un minimo di maggiore ottimismo e magari è piacevole allargare la compagnia, ovviamente in maniera contenuta e sempre prudente. E’ quello che hanno fatto i nostri due podisti, abituali amici della rubrica, Fabrizio e Gianni che si sono fregiati della compagnia di due decani del podismo, Giacomo e Renzo. E la meta? La Verruca. Ancora?....direte voi. Sì, la meta è quella, ma il percorso cambia, dal momento che vi si può giungere da molte parti ed un nuovo percorso è sempre allettante. Non ci sono dubbi che gli scenari che si aprono alla vista dall’alto affascinano e variano continuamente, mentre magari ci piace cercare di individuare luoghi a noi noti. Ma può anche capitare che la fantasia ci porti, senza che ce ne accorgiamo, verso l’Infinito. Queste sensazioni che alimentano l’immaginazione sono frequenti durante le ascese verso le montagne, ma anche verso le belle nostre colline toscane durante le nostre marce e sono un grande nutrimento ell’anima, a lunga cessione, si potrebbe dire, poiché non si esaurisce continuando ad alimentarci nel tempo con generosi incisivi ricordi.
Ora vi passo Fabrizio.

ONORE AI VETERANI del podismo!

Minervini mi ha proposto di ritornare in Verruca ma con un itinerario completamente nuovo conosciuto da due grandi veterani delle Tre Province Giacomo e Renzo (ndr Giacomo Puccini ex Presidente e Renzo Granchi già con 44 trofei x oltre 40.000 km totali.

....personalmente l’idea di ritornare in Verruca sul momento non mi affascinava ma quando ho compreso che saremmo passati su sentieri a noi sconosciuti e, ....soprattutto lo stare insieme a questi amici del podismo ho accettato la proposta e alle 7:00 sono partito direttamente da casa per riornarci dopo 3 ore esatte ed aver percorso complessivamente km 22!

....arrivato sopra la cava non ero preparato a una veduta meravigliosa....il fiume Arno con le sue anse e la piana alle sue spalle....e sotto di noi una delle più grandi cave di pietra calcarea del Monte Pisano.

....La cava non è accessibile da Uliveto Terme e mai avevamo avuto la possibilità di avvicinarsi all'area della cava di pietra cheoggi, invece, abbiamo visto dall'alto (area pericolosa con accesso vietato).

....la cava è stata operativa fino agli anni 80 ed oggi è abbandonata....è riconoscibile da grande distanza......

In 5 ci siamo ritrovati a Caprona e dopo poco, prima di arrivare a Uliveto, abbiamo proseguito per un sentiero che porta al ciglio della cava. Seguendo il ciglio siamo arrivati alla parte meridionale, da cui si accede ai vari incroci....purtroppo la cava può essere molto pericolosa, dato che le pareti fra i vari livelli sono molto ripide e possono franare, altrimenti per le nostre marce sarebbe un itinerario mozzafiato! Infatti arrivati sopra la cava ci siamo goduti il primo punto panoramico della giornata, ovviamente alla ricerca dei luoghi dei nostri paesi di residenza!

....sulla piana di fronte, in lontananza, è possibile individuare la struttura a "L" dell'interferometro del progetto VIRGO

Attraverso stretti sentieri siamo arrivati in VERRUA e da lì uno sguardo in basso al fiume Arno con le sue anse e la piana alle sue spalle....

Per ritornare si è intrapreso la direzione per Campo dei Lupi....e qui dopo aver attraversato un tratto di una proprietà privata (si è percorsa con le marce di Vicopisano), aprendo il cancello di legno, e naturalmente richiudendolo....unbreve tratto tra gli ulivi che è molto bello e termina con il secondo cancello di legno, regolarmente richiuso dopo il passaggio....abbiamo continuato per la strada che discende verso Noce per entrare a Uliveto Terme.

Questo paese è conosciuto a tutti noi per l’accoglienza riservataci da Alvaro Parri nella consueta marcia....ma proprio qui ha sede la locale Società Sportiva nata nel 1919 e intitolata a Urbino Taccola, in memoria di un grande maratoneta ulivetese morto a San Paolo del Brasile nel 1911, dopo aver tagliato vittorioso il traguardo per la 107 volta in carriera.

Possiamo dire che nell’odierna sgambata (tanto per dire....3 ore!) abbiamo onorato i paladini del podismo da questo grande maratoneta a chi corre nelle Tre Province da una vita come Renzo e Giacomo e ammetto che per me è stato un piacere stare in compagnia da chi ha fatto più chilometri di me!

Per ulteriori aneddoti riguardanti Giacomo e Renzo vi rimandiamo all’articolo “la grande avventura di Luca Petricci” su questa rubrica.

DOMENICA 31 MAGGIO - NIENTE FORCOLI

Non penserete mica che l’ultima domenica di maggio i nostri podisti abbiamo poltrito? No davvero, il fatto è che non tutti amano scrivere, alcuni sono così riservati che non raccontano mai niente di sé, altri hanno i loro luoghi segreti, altri preferiscono magari dedicarsi per un po’ad altre attività; da altri ancora scrivere e raccontarsi è considerato quasi una perdita di tempo prezioso. Personalmente spesso ho la penna in mano, ma mi dedico anche a molte altre cose e se potessi ancora correre, correrei e fuggirei verso i miei luoghi preferiti! Comunque mi accontento e vi posso assicurare che domenica scorsa, andando da Tirrenia verso Marina ho visto e riconosciuto molti podisti delle Tre Province in azione. L’aria di mare forse ora attira di più e poi, se c’è chi ama la salita, c’è anche chi al contrario ama la pianura e quale passeggiata più salubre, ariosa e piacevole se non quella del lungomare? Anche i livornesi amano il lungomare labronico, ma questo è ritenuto un po’ la passeggiata di chi si atteggia e si vuol far vedere, per noi veri podisti un po’ troppo fuori dalle righe, a meno che non lo si frequenti ad ore quasi antelucane, 6-7 del mattino: allora non c’è niente di più meraviglioso e corroborante. De gustibus.... Martedi’ 2 giugno, Festa della Repubblica “che cosa passerà il convento “? Dove sarete sguinzagliati, cari amici delle Tre Province? Comunque e dovunque andiate, ricordate che occorrono prudenza e cautela nella speranza di riconquistare la cosa più bella: la libertà; ed è indispensabile il rispetto della natura verso la quale il comportamento dell’uomo, in nome del dio denaro, non è stato certamente adeguato. Ognuno faccia la sua parte: dare l’esempio è la “lezione” più importante della vita.

LA MIA OPINIONE

Siamo a giugno inoltrato e, pensando a quel che si legge sulle varie testate giornalistiche, a quel che si sente uscire dallo spesso banale schermo televisivo, personalmente a dirla in maniera molto “terra terra e pedestre” (con tutto il rispetto per i piedi da parte di una podista) sono arrivata a questa conclusione: c’è ancora grande confusione derivante da scarsa chiarezza di accordi, non concordi, degli organi competenti (?), “tutto va bene!”, mentre il numero dei decessi sembra contar poco. Si ventila addirittura che dobbiamo aspettarci un’altra ondata di epidemia, ma “siamo sulla buona strada” (?), “no assembramenti”, ma dovunque c’è la movida, le spiagge sono superaffollate e circolano persone spavaldamente senza protezione; si osservano spesso ridicoli controlli e qui mi fermo, per non dire altre spiacevoli verità. Ovviamente l’aspetto più importante è che l’economia riprenda e comprendiamo che sia giusto così perché, per vivere dobbiamo lavorare, ma questo è un momento di emergenza e si dovrebbe provvedere concretamente e non accapigliarsi a discutere su come impiegare le risorse che ci sono o che sono state programmate, il tempo passa e le esigenze aumentano.... Sarebbe bellissimo, per esempio, che per provvedere alla salute di tutti ed alle necessità dei più deboli, anziché accapigliarsi in lunghe discussioni, i politici devolvessero, come esempio di consapevolezza e della tanto declamata condivisione, una mensilità dei loro lauti stipendi. Questo è il mio pensiero più o meno condivisibile. Quanto allo sport si parla prevalentemente di calcio, e si capisce bene il perché.... a contare è sempre il “dio denaro”; per le altre attività sportive solo rari e vari accenni, qualche timida ripresa. Per noi podisti della ludico-motoria, al momento solo il ricordo di un grande movimento, meraviglioso, ma agli occhi di.... “di un’inesistente rilevanza economica” e quindi nella realtà del tutto al di fuori di qualsiasi concreta considerazione. Dovremo attendere ancora molto, ma attenderemo con speranza, consapevoli che indietro non si torna, almeno io la penso così.

CALCI E DINTORNI

Ciao a tutti, finalmente da un mese e poco più ci godiamo le nostre corse in libertà anche lontano da casa. Non appena ci è stato permesso di "varcare il confine comunale" molti di noi si sono diretti come si suol dire "oltrarno" cioè nei comuni di Calci e Vicopisano, per cimentarsi anche nei percorsi in salita dopo due mesi di stop forzato.
Alcuni di voi ci hanno già raccontato con entusiasmo i propri allenamenti in Torretta a Caprona e in Verruca.
Io sono tornata a correre a Calci e dintorni nel primo weekend dopo la fine del lockdown e mi è sembrato veramente un sogno!!! Finito l'incubo di due mesi di corsa "in gabbia" in giardino (allenamento in pianura) e sulle scale (allenamento indoor per simulare la salita) sono ripartita piano piano, diretta verso le "vere salite" dei miei amati percorsi calcesani!!!
Aumentando weekend dopo weekend il kilometraggio, sono giunta a fare un percorso di circa 18 km per lo più asfaltato all'interno del comune di Calci partendo dalla Coop del paese. Ecco i dettagli del percorso.
Si parte scaldando le gambe in pianura, dirigendoci da Via Roma verso la Via Calcesana che è la via del cimitero che scende leggermente fino alla rotonda della località "La Gabella". Da qui si prosegue sempre su Via Calcesana che attraversa il paese della Gabella e al semaforo si gira a destra per Via di Val di Vico e si sale finché non finisce la zona residenziale. Dopodiché si fa dietrofront perché la strada continuerebbe sui monti pisani ma si entra nel terreno di un'azienda agricola ed il passaggio è consentito solo nel caso di manifestazioni podistiche ufficiali. Tornando quindi indietro verso Calci, dopo aver oltrepassato la piazza della Pieve si prende a sinistra per Via Ruschi e la si percorre verso monte fino ad incontrare Via di Villa, dove c'è una piccola chiesetta commemorativa dei caduti della Prima e Seconda Guerra Mondiale. Si sale quindi fino a dove termina il centro abitato attraversato da Via di Villa e si gira a destra prendendo una strada sterrata in mezzo agli olivi che ci porta fino alla località Castelmaggiore. Da qui proseguiamo per la località Tre Colli fino al ristorante "Il Conventino". Per giungere a questo ristorante ci sono due strade: una è tutta a sole e passa dal cimitero di Castelmaggiore (Via Del Fienilaccio che prosegue con Via Vecchia di Tre Colli). La salita è impegnativa ma quando si giunge nel punto dove spiana e dove si trova il cartello "Tre Colli" veniamo ripagati da un panorama bellissimo che si affaccia su tutta la valle di Calci. Oltretutto è una strada poco trafficata dalle auto perché è molto stretta, quindi per i podisti è il massimo. L'unico inconveniente è che a farla col caldo estivo, essendo esposta al sole, è veramente dura, per cui è preferibile o farla in discesa o farla d'inverno. In alternativa per giungere al "Conventino" si può percorrere la via principale di Calci che va sul Monte Serra e che nel tratto fra Calci e la località Castelmaggiore prende il nome di Via Don Minzoni. Giunti al semaforo di Tre Colli si gira a sinistra e si arriva anche da qui per una bella salita, al "Conventino". Questo percorso da Castelmaggiore in su è quasi interamente all'ombra per cui è consigliabile in estate. Ritornando a valle verso il centro di Calci, l'ultima fatica per fare i 18 km circa è salire a Montemagno fino alla chiesa in cima al paese, passando dalla bellissima Certosa che tutti conosciamo. Praticamente scendendo da Tre Colli si gira a sinistra al semaforo della piazza del Comune di Calci e si percorre la via che porta alla Certosa. Di faccia alla Certosa ci si mantiene sulla destra per un breve tratto e si svolta poi a sinistra per via Del Chiasso che nell'ultimo tratto diventa Via Eugenio III. Dalla Chiesa di Montemagno, "Santa Maria ad Nives", il panorama è bellissimo!!!! Si riscende e per arrivare ad allungare gli ultimi 2 km circa, si ripassa da Via Roma e si prende a sinistra Via XX Settembre, (la via dietro la Pieve di Calci) che scende immettendosi nella Provinciale Arnaccio-Calci, ovvero la via principale di Calci. Dalla provinciale infine si risale verso il Comune di Calci e il percorso è così completato!!!
Di seguito la mappa del percorso e alcune foto dei suggestivi luoghi che si incontrano corsa facendo!!

Buone corse a tutti!!!
Carolina Del Cesta

NON SOLO DI PERCORSI

Come ben sappiamo del Trofeo delle Tre Province fa parte anche un Gruppo particolare, al quale non è possibile non essere affezionati; certo abbiamo "sforato" come si suol dire, andando oltre il nostro territorio, ma anche i componenti di detto Gruppo, "Le Aquile Mattiniere-CAI di Prato" sforano tutte le domeniche per seguire le nostre marce, per portare a noi la loro presenza, ma soprattutto il loro sorriso, la loro amicizia, aspetto oggigiorno non certo di poco conto, anzi unico, che purtroppo scarseggia anche nel nostro ambiente. Anche in seguito vi parlerò di loro, oggi voglio far conoscere a chi non ha ancora avuto occasione di leggerla, la bellissima poesia di Enrico. E chi non lo conosce? La sua vistosa fluente barba bianca, la sua delicatezza, la sua partecipazione ai problemi di molti di noi, lo rendono indimenticabile e non è possibile non affezionarsi e non avvertire la sua amicizia sincera. In questo lungo periodo di isolamento, di solitudine, di difficoltà, di tristezza, chi non si è reso conto della propria fragilità? Impossibile non avvertirla, accompagnata da una sorta di impotenza e di debolezza tutta umana. La poesia di Enrico ci parla di questa nostra fragilità, ma sembra poi in realtà prendere ognuno di noi delicatamente per mano per accompagnarci speranzosi verso giorni luminosi che verranno; quindi umana fragilità, ma anche speranza gioiosa verso la luce di un futuro migliore.

FRAGILITA'

Vaghi frantumi di Sogni
Sulla soglia della Primavera
Sparsi e Dispersi
CORIANDOLI APPASSITI

Incedere incerto
vaga....
nella Nebbia Ostile
di Questo Autunno Stonato.

Vago respiro di Sole

Come un Canto Amico
Accarezza la Nostra
CONOSCIUTA FRAGILITA'

Giugno 2020

Dalla esperienza del Disagio.... la Consapevolezza della FRAGILITA' dalla FRAGILITA' VISSUTA e SOFFERTA.... Nuova Forza e Nuova Determinazione per Altri Progetti.... per Altri Sogni....

Passi LEGGERI!
Enrico Enoch

RITROVARSI E’ BELLO!

Dopo averci pensato un bel po’ ed aver consultato i propri soci, con l’approvazione di tutti, i responsabili del Gruppo AIG4MORI Fabrizio Fulceri e Sara Prex, ci hanno convocato domenica 14 giugno per un pranzo sociale e la premiazione dell’anno podistico 2019. La riunione conviviale si è svolta in un ambiente agreste, praticamente all’aperto; finalmente con le dovute precauzioni abbiamo avuto il piacere di ritrovarci e siamo stati molto contenti. La socializzazione è infatti un valore molto importante, ne abbiamo avuto la conferma dopo mesi di isolamento, di tensioni, di preoccupazioni per questa inaspettata pandemia che ci ha colpito turbando la nostra vita e destabilizzandoci non poco, alterando l’equilibrio che ognuno anche con difficoltà si costruisce. Mi riferisco soprattutto a chi è avanti negli anni, ma ha sconvolto anche gli adolescenti ed i giovani, aspetto che non può sfuggire, affinché si operi in modo che essi ritrovino le loro abitudini, ma soprattutto una Scuola viva e costruttiva, fatta di rapporti umani diretti e non attraverso il sia pur utilissimo computer. Concludo dicendo che tutti dobbiamo, certamente in maniera attenta e con le dovute cautele, un passo per volta, incamminarci speranzosi verso quella che era un tempo la nostra normalità, sperando che tutto vada bene, anche se sarà difficile dimenticare.

Finalmente qualcuno ha qualcosa da dire! Antonio Mercugliano, un caro amico del Gruppo Atletica Borgo a Buggiano (che è stato un tempo anche il mio Gruppo per le competitive e che ricordo con affetto, così come il suo vecchio Presidente Enzo) ha mandato un vivace, piacevole, corretto pensiero. Antonio è iscritto da anni al Trofeo delle Tre Province, e non solo, ed è sempre presente e partecipe a tutte le iniziative del nostro “mondo” con continuità e passione insieme alla moglie Maria, anche lei nostra podista. Ecco quanto ci ha inviato con spontaneità e spigliatezza.

Buongiorno a tutti i miei amici podisti.
Buona giornata a tutti, proprio tutti, a coloro che conosco bene, a coloro che conosco appena, a coloro che incontrato una volta sola e a tutti coloro che come me hanno la sana passione della corsa a piedi, anche se mai ci siamo visti.
Purtroppo questo virus ci ha privato di tante cose che eravamo abituati a avere.
C'eravamo abituati a pensare che queste cose ci erano dovute; nessuno poteva toccarcele. Invece è bastato un virus, arrivato da chissà dove, che ci ha sconvolto l'esistenza.
Ognuno di noi ha perso qualcosa, fosse anche soltanto le nostre sanissime abitudini relative alle nostre intoccabili marce. Anche zoppiconi si partiva.
Abituati a correre più di 20 km, ci si accontentava di farne 2 soltanto, quando qualche acciacco ci "acchiappava". L'importante era esserci. <<<<<<<<<< "Fermi tutti".
Forse ha anche invitato ogni abitante della terra a riflettere sulla propria vita.
Comunque...... Il motto è: "Sport è salute".
Quindi io sono fra quelli che dice di cercare un modo giusto, e ripartire.
E' chiaro che dobbiamo avere il permesso dai nostri governanti, dalle autorità competenti.
Noi podisti possiamo dimostrare al mondo che possiamo ricominciare a fare le nostre marce rispettando appropriati protocolli per evitare contagi.
Noi podisti siamo persone responsabili e rispettosi degli altri, per cui quando le nostre marce ripartiranno, ognuno di noi farà tutto quanto gli è possibile per non danneggiare gli altri.
Intanto partiamo con le non competitive, dove eliminare assembramenti è più facile.
Non carichiamo di responsabilità chicchesia. E' già difficile e faticoso organizzare una marcia; se poi vogliamo far ricadere su di lui, o su di loro i nostri sbagli, mi sembra francamente troppo.

Un affettuoso saluto a tutti i podisti e non, che leggono questi miei pensieri.
Antonio Mercugliano