Comitato Interprovinciale Marce Sportive (C.I.M.S.)

 
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ALTRI TEMPI ERANO QUELLI!

Leggendo la “grande avventura” di Luca, poiché “io c’ero”, sono tornata indietro nel tempo rivivendo l’atmosfera e molti degli episodi e delle marce di cui parla con dovizia di particolari e dell’ambiente prevalentemente maschile e paesano (le donne agli inizi rimanevano inserite nel “gruppo famiglia”). Tutto era indubbiamente genuino, familiare, semplice, alla buona; sono passati cinquanta anni, ma sembra che che sia passato più di un secolo! Non siamo moltissimi ormai quelli che abbiamo vissuto fin dall’inizio questa avventura, ci siamo aggiornati, ormai adattati, come è normale, al progresso, ma anche infastiditi dalla burocrazia, dalle numerose complicazioni e quindi ci fa molto piacere sentire raccontare di quei tempi. In fondo è storia anche la storia di noi podisti che abbiamo dato origine e poi incrementato quel movimento che è oggi l’importante “ fenomeno ludico-motorio”. Mi auguro che “le alte sfere” insieme al mondo competitivo si ricordino anche di noi.

LA GRANDE AVVENTURA

di Luca Petricci

Correva l’anno 1973 e lavoravo come elettricista presso la ditta “Bulleri” di Cascina che produceva macchinari per la lavorazione del legno e che si trovava dove oggi sorge l’attuale Città Del Teatro. Tra i miei colleghi c’era Francesco Picchi, che il giorno 28 o 29 aprile di quell’anno si presentò al lavoro con un volantino pubblicitario di una corsa: “domenica 4 maggio 1973, 1° marcia fra ciliegi e vigneti in quel di Lari, di km 20”. Mi invitò a parteciparvi insieme ad un suo amico, Franceschini Moreno. La mia prima reazione fu un “ma te sei scemo”, seguito da un “no” molto deciso. Tuttavia, per due giorni Francesco continuò la sua opera di persuasione...tantoché alla fine accettai, precisando che ci saremmo dovuti organizzare in merito, e così fu. Dovete sapere che all’epoca le corse non prevedevano ristori, per cui ci portammo da casa panini dolci e bibite e quella mattina ci presentammo a Lari presso il castello con due borse piene di cibarie e bevande. L’iscrizione costava la bellezza di 1.500 lire e alla partenza che era alle ore 9.00 si contavano circa 150 partecipanti (un’enormità per l’epoca). Una volta partiti, cominciarono tutti a correre speditamente e noi dietro....se non che le borse cominciarono molto presto a pesarci e a dare fastidio, per cui al 4 o 5 km decidemmo di fermarci a mangiare tutte le provviste e poi via dietro alla carovana dei partecipanti.
Alla fine un po’ di corsa un po’ al passo, percorremmo tutti i 20km in 2 ore e 40 minuti e ricevemmo all’arrivo una medaglietta che tuttora conservo. Sempre all’arrivo trovammo dei volantini delle marce che si sarebbero svolte le domeniche successive....E fu così che la grande avventura proseguì per le marce delle località di Meati, Verciano, Montuolo, Ponte San Pietro, Pian del Quercione (tutte in provincia di Lucca n.d.r.), di Livorno, e altre che non ricordo.

 

La nascita di mia figlia nell’agosto di quell’anno, segnò e limitò la mia presenza al primo calendario del trofeo delle tre province nato nel 1974 perché le manifestazioni erano poche (14) e si svolgevano prettamente in Lucchesia nel periodo primavera estate ed io la domenica andavo a trovare la mia famiglia al campeggio a Marina di Donoratico....
Detto questo passo a raccontare gli episodi che sono rimasti nell’albo dei ricordi. Inizialmente, e per due o tre trofei non ricordo bene, le marce avevano un chilometraggio da 18 km fino a 42 km....Era il 1974 e io mi ero iscritto con il gruppo “Rondinella” di Pontedera e alle marce andavo spesso con Granchi Renzo iscritto con il gruppo “U.S. Tirrenia” (attuale “Marathon Club”). Partimmo una domenica di quell’anno per Bagni di Lucca per il ‘’Giro dei colli termali’’ di km 32.... Alle ore 9 partenza e insieme corri corri, arrivammo ad un paese chiamato Lugliano dove le campane di mezzogiorno suonavano a distesa. Normalmente a quell’ora avremmo dovuto essere già arrivati ma....incontrammo un uomo anziano e alla domanda ‘’Scusi, per Bagni di Lucca?’’ la risposta fu ‘’Eeeeeh......’’ come per dire “ce ne avete di strada ancora da fare!! In breve arrivammo alle 2 del pomeriggio e prima di noi ne erano arrivati solo in tre ed i km fatti sicuramente più di 50. Non vi dico cosa mi aspettò quando arrivai a casa ma peggio andò a quelli che le loro mogli alle 5 del pomeriggio, non vedendoli tornare a casa, erano andate dai Carabinieri a denunciarne la scomparsa. Faccio presente che a quei tempi non c’erano i ristori!!! Questo è il primo ricordo ma di meno eclatanti nell’anno e negli anni a seguire ce ne sono di innumerevoli. Mi piace ricordare quando a Meati all’arrivo fecero per la prima volta il ristoro ‘’biscotti Marie’’ Andarono a ruba come se fosse stato caviale.... o quando con il fido Renzo andammo a correre a Piazza al Serchio (LU). Alle 8.45 arrivammo sulla piazzetta dove c’è tuttora la locomotiva del treno a vapore ma non c’era nessuno....Di lì a poco arrivarono due signori con un tavolino da bar....chiedemmo dove era la corsa....Erano loro gli addetti all’iscrizione e c’erano solo loro....meditate gente....meditate.

Molte altre situazioni ed eventi del genere sono avvenuti e sono ricordati nel libro dei 25 anni del Trofeo Tre Province, come il temporale di Massaciuccoli (LU) del 5 Agosto; la marcia di Barga (LU) dove facevamo a gara a chi arrivava prima in cima al Renaio per mangiare ricotta e formaggio pecorino; il premio di partecipazione a Pieve Fosciana (LU): una piccola sedia impagliata con un panino all’anice sopra.

Nel 1974 la Casa Del Popolo di Casciavola (PI), organizzò una marcia podistica. Si presentò un gruppo di persone che lavoravano presso il Maglificio Artigiano di Vaghetti Giuseppe a San Benedetto a Settimo (PI). Non sapendo dare il nome del loro gruppo all’atto dell’iscrizione, optarono per il nome della ditta dove lavoravano. Nacque così formalmente il Gruppo Sportivo Maglificio Artigiano che ufficializzò la sua nascita alla fine del 1976 in un’assemblea all’interno della ditta con l’elezione del consiglio con a capo Malfatti Dino. Nel 1977 il gruppo partecipò alle gare del Trofeo Tre Province e al presidente venne l’idea di organizzare una gara l’ultima domenica di novembre dopo l’ultima marcia delle Tre Province. La partenza fu stabilita presso il Circolo Combattenti e Reduci di San Frediano a Settimo e la marcia fu chiamata “Dall’Arno alla Verru’a” perché il gruppo era formato da persone di San Frediano a Settimo, San Benedetto, Marciana e Uliveto Terme, paesi frontali sulle rive dell’Arno.
Volantino pubblicitario: COPPA A TUTTI I PARTECIPANTI con premio a sorteggio. Quota di iscrizione 2.500 Lire. Prendemmo 500 coppe e preparammo 700 premi a sorteggio. Il sabato facemmo tutti i preparativi con un tempo da lupi: acqua, vento, un freddo cane. Eravamo convinti che il giorno dopo ci sarebbero stati pochi partecipanti. Invece, la mattina, un cielo limpido con aria pungente accolse 1.054 podisti da tutta la Toscana. Che fare....Promettemmo a chi era rimasto senza premio, che glielo avremmo portato a casa e così fu. Dal 1978 la corsa “Dall’Arno alla Verru’a” è presente sia nel calendario del Trofeo delle Tre Province che in altri calendari podistici.
Per le prime cinque edizioni fummo in grado di dare come premio di partecipazione una coppa a tutti con un massimo di 3.300 partecipanti a Marciana nel 1981.

All’inizio degli anni ’80 nacque a Capannori (LU) la prima 24x1 alla quale partecipammo come gruppo. Successivamente ne seguirono altre a Pisa all’Arena Garibaldi e al campo scuola a Lucca. In quel periodo tutti i componenti della squadra riuscivano a fare da un minimo di km 12,800 a un massimo di 15,200km in un’ora. Io preferivo correre sempre di notte....A Capannori, credo fosse stata la seconda edizione, in un’ora notturna partii con il mio passo sempre da km 14 a 14,400. Nella prima mezz’ora arrivarono incitamenti dai miei poi più nulla....Alla fine della mia frazione arrivai con il braccio teso per dare il cambio....sono ancora là con il braccio teso....il cambio non era arrivato. Altra 24x1 di un luglio a Pisa all’Arena Garibaldi....In quel periodo ero fermo da mesi per problemi di salute e quella notte ero di servizio a Pisa S.Rossore (ferroviere) e dissi ai miei colleghi di lavoro che sarei andato a fare visita ai miei amici che correvano lì vicino. Arrivai all’Arena e i miei compagni del gruppo mi dissero: ‘’meno male che ci sei, manca uno, devi correre’’. Assai perplesso risposi: ‘’sono mesi che non corro e poi non ho con me l’abbigliamento adatto per correre”. Mi trovarono un paio di scarpe n. 45 (io ho il 41), una maglietta e un paio di pantaloncini e....via!!! Terminai l’ora con 14 km percorsi ma i giorni successivi non riuscivo quasi a camminare. Per finire con le 24x1 ricordo un’edizione al campo scuola di Lucca dove corremmo con la pista allagata per la pioggia che veniva.

Inizio ora a parlare di episodi o momenti messi non in ordine cronologico. Parlo delle prime maratone che hanno fatto la storia del Cims....Lucca 10 giri delle mura urbane....Primi due anni quasi tutto regolare con punzonatura ad ogni giro. In seguito, per due o tre anni i bravi podisti capirono che si poteva fare la maratona in poco meno di mezz’ora scendendo dal bastione dopo il controllo e risalendo il bastione prima del controllo.
Altra maratona su strada a Lari nel 1976, molto dura per i saliscendi ma passata alla storia per un motivo impensabile....Si era sparsa la voce che per le lunghe distanze occorrevano i “sali” per aiutare i partecipanti. Fu così che ai pochi ristori sul percorso misero vaschette con il “sale” da cucina e chi lo mangiò penso che se lo ricordi ancora!!!
Con la maratona di Lucca cominciò tra alcuni podisti la gara a chi scorciava il percorso o partiva prima con l’intento di arrivare prima di altri....
Anche nel nostro gruppo ‘’La Verru’a’’ cominciò questo gioco con episodi della serie ‘’non tutte le ciambelle vengono con il buco’’. Eravamo a correre a Molina di Quosa (LU) e qualcuno del nostro gruppo pensò di tagliare attraverso il monte....arrivarono a un recinto per cavalli....Pensarono di scavalcarlo ma era elettrificato!!!
Altro episodio: una domenica eravamo a Vecchiano (PI) e sempre alcuni soci del nostro gruppo erano in disputa a chi partiva prima....Tre di essi dopo aver preso il premio di partecipazione, all’arrivo non trovarono più la macchina....Per farla breve erano partiti da Vecchiano ma erano arrivati ad Arena Metato (PI), confondendosi con le indicazioni del percorso di un’altra marcia che si stava svolgendo in contemporanea proprio ad Arena Metato ma che faceva parte del Trofeo Lucchese.

Nella seconda metà degli anni ‘70 nacquero “Le Classiche Toscane” e alcuni di noi vi parteciparono.... Una domenica andammo a Firenze per partecipare alla ‘’Guarda Firenze’’. Era l’11 aprile del ‘76 e io già allora come ora, ero pelato senza neanche un capello. Gli organizzatori avevano preparato un arrivo insolito. Entravamo da una porta per accedere al palco di un teatro dove la sala era gremita di gente. Arrivo io...medaglietta ed estrazione di un premio a sorteggio....apro il biglietto e lo speaker dice: ‘’Una confezione da 1 litro di shampoo per capelli’’....una risata generale concluse la mia partecipazione. Altra scenetta da raccontare.... Decidemmo di partecipare a una marcia in Lucchesia, a Corsagna per la precisione. Eravamo in 5 con la mia auto: io Renzo, Giacomo non ricordo gli altri....Come premio davano un pollo vivo....Giacomo e Renzo avevano il pollaio vuoto e pensarono di prendere 10 iscrizioni ciascuno e così fu....all’arrivo il pollo veniva dato in una scatola abbastanza grande....ma dove le mettevamo 23 scatole visto che la mia era una Opel Kadett normale? La brillante idea fu di mettere più polli in una scatola e così ripartimmo verso casa....

Dopo una mezzora di viaggio sentimmo un gran puzzo diciamo “di pollaio”....Per farla breve quando arrivammo a casa di Giacomo si contarono se ricordo bene 20 (polli) morti e 3 feriti.

Un’altra cosa da ricordare con molto piacere è la marcia di Volterra ‘’Sgambata tra i colli degli Etruschi’’. Chi ha fatto almeno una volta la lunga dovrebbe ricordare che dopo la discesa si comincia a salire per tornare a Volterra. Su una curva della strada asfaltata abbiamo sempre trovato un tavolino con acqua da bere e una tinozza d’acqua per rinfrescarci offerta da due signore che hanno la casa lì vicino....beh queste due signore erano due ragazzine nel lontano 1973 quando ci passammo per la prima volta e da allora tutti gli anni le troviamo con il loro sorriso e la loro gentilezza.

Negli anni settanta oltre al ricordo di una medaglietta come premio di partecipazione e ai premi a sorteggio era in uso premiare con una coppa, allora molto ambita, i gruppi più numerosi. In alcune manifestazioni venivano premiati il partecipante più giovane, il più vecchio e anche quello che veniva da più lontano. Una domenica mattina gli organizzatori della marcia ‘’Scollinata Cascianese’’ di Casciana Alta (PI) pensarono di premiare con una coppa anche il partecipante più pesante. I più papabili all’epoca erano i fratelli Granchi di Ponsacco e Magli Enzo di Pontasserchio (che purtroppo è venuto a mancare proprio in questi giorni). All’arrivo, con la speranza di vincere la coppa non trovarono di meglio che attaccarsi alla fontana che era sulla piazza e bere litri di acqua con l’intento di essere più pesanti, prima di salire sulla bilancia che sanciva il vincitore della coppa riservata al partecipante più peso. Sempre in quegli anni era in uso segnalare il percorso con la vernice. Le strade erano pitturate di frecce di tanti colori. Tuttavia gli organizzatori del ‘’Trofeo Montecatino’’ a Ponte del Giglio, in Valfreddana in provincia di Lucca, pensarono di segnalare il percorso con dei coriandoli. Una buona iniziativa se non che una volta partiti, cominciò a piovere e i coriandoli a galleggiare.... Arrivati in cima a una salita cominciammo la discesa seguendo i coriandoli ma aimè ci ritrovammo in fondo a una radura dove c’era solo una casa di contadini. I coriandoli avevano preso la discesa sbagliata.... risalimmo in vetta per riprendere la diretta via.

Da ricordare con il sorriso sulle labbra alcune marce dove ci divertimmo un sacco. Anno 1985 corsa a Calcinaia (PI)....temperatura 14 °C....partiti con gli altri, tutti vestiti con due o tre maglioni indosso (abbigliamento podistico dell’epoca n.d.r.). Dopo qualche chilometro arrivammo alla salita della ‘’Conserva’’ che porta alle Quattro Strade di Bientina (PI) e qui fu il dramma. Trovammo la strada ricoperta da diversi cm di ghiaccio.... formammo più catene prendendoci per mano per cercare di andare su....facevamo due metri in avanti e uno e mezzo indietro. Tra risate e divertimento arrivammo in cima. Da notare che all’arrivo, nonostante i maglioni, neanche una goccia di sudore.
Anni dopo....25 Aprile marcia di Montenero (LI) con partenza da un bar sulla piazza del Santuario....Pioveva è dire poco....un diluvio. Il percorso ci portò in vetta al ‘’Castellaccio’’ per poi scendere verso il versante sul mare....Fin qui tutto bene ma il dramma fu risalire per tornare a Montenero. La strada sterrata che dovevamo percorrere era stata oggetto di lavori di scavo e la pioggia aveva creato uno spesso strato di fango. Risalire fu più triste perché mentre alla corsa di Calcinaia avevamo fatto qualche centinaio di metri sul ghiaccio, questa volta si trattò di 3 o 4 km nel fango. So solo che impiegai quasi due ore per arrivare di nuovo al ‘’Castellaccio’’.
Questi episodi insieme ad altri meno eclatanti fanno riflettere....Allora forse perché più giovani o forse più rispettosi e meno polemici, arrivavamo felici di aver completato il percorso senza inveire o fare dimostrazioni di malcontento verso gli organizzatori. Forse eravamo dei veri podisti che ci identificavamo nel vivere e nello scoprire i posti, i paesaggi, la natura che i percorsi del nostro Trofeo Tre Province, sanno ancora oggi offrirci.
Non sono un buon lettore e quindi neanche un buon scrittore ma prima di chiudere questi miei ricordi voglio ricordare fatti collegati a marce e personaggi che nel primo ventennio del Cims hanno segnato la storia.
Non ricordo l’anno ma una mattina la marcia aveva come luogo di partenza il Circolo Arci di Campo (in località S. Giuliano Terme - Pisa)....premio di partecipazione ‘’un litro di vino’’. Nulla di particolare viene da dire, se non che il vino veniva dato sfuso. Molti lo sapevano e avevano portato il recipiente ma altrettanti invece ne erano sprovvisti e allora....caccia alla bottiglia per tutto il paese, per portare a casa quel prezioso litro di vino (alcuni ne presero di più perché trovarono recipienti più grandi).
Sempre in quel periodo partecipammo alla marcia di Molina di Quosa rimasta nella storia non per i bellissimi percorsi fra la natura ma perché al primo gruppo classificato venne dato come premio un maialino....VIVO.....Non so descrivere le manovre che dovettero fare i responsabili di quel gruppo (non ricordo chi lo vinse ) per caricarlo in macchina e portarselo via.
Un’altra bellissima marcia che viene ricordata è quella di Ponte a Moriano (Lucca). Partimmo molto numerosi verso Sesto di Moriano....da lì prendemmo per una salita abbastanza impegnativa e arrivati in cima alcuni ragazzi notarono che da un ulivo pendeva un sacco che sembrava una balla di juta, con alcuni volatili che volavano intorno. Beh.....no trovarono di meglio che prendere pietre e usarlo come bersaglio.....successe il finimondo.....quel sacco era un nido di gialloni (grosse vespe)!!! Molte persone furono punte e molte dovettero farsi curare dai sanitari intervenuti con le ambulanze.
Ci sono stati negli anni numerosi personaggi che hanno partecipato alle nostre marce e che vorrei ricordare. Baggiani del gruppo podistico “Aig” di Livorno. Prezioso fu il suo lavoro fatto quasi nell’anonimato al servizio del Cims. Controllava tutti i cartellini di ogni marcia uno ad uno e assegnava ad ognuno i km spettanti. Se abbiamo un archivio dei trofei vinti e km fatti, penso che il maggior merito sia suo.
Poi c’è Polvere di Lucca.....non molti si ricordano di lui perché sono anni che è scomparso....Beh questo simpatico e stravagante uomo era amico di tutti...portava gioia e spensieratezza con il suo modo singolare di essere.... Pensate....aveva un abbigliamento vistoso multicolore con scritte tipo ‘’W le Tre Province’’. Indossava un cappello che era un misto tra cowboy e messicano, con campanacci attaccati qua e là che suonavano al suo passaggio. Faceva tutte le marce lunghe con in mano un cartello non piccolo con la scritta ‘’POLVERE SALUTA.....”( più il nome della località dove veniva organizzata la marcia). Inoltre portava una borsa con dentro caramelle che dava ai bambini che incontrava sul percorso. E’ stato unico e lo ricordo con piacere, affetto e simpatia.....tutti gli volevamo molto bene.

Ecco ho finito. Per il mio modo di essere ho scritto anche troppo....Colpa di questo maledetto virus che mi ha fatto allontanare da questo nostro mondo podistico dove tutti noi, che si corra o che si vada al passo, siamo accomunati dalla stessa passione che ci unisce e ci rende tutti uguali.