Comitato Interprovinciale Marce Sportive (C.I.M.S.)

 
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ANCORA IN VERRUCA

Oramai siamo nella “fase 2“ e procediamo con un minimo di maggiore ottimismo e magari è piacevole allargare la compagnia, ovviamente in maniera contenuta e sempre prudente. E’ quello che hanno fatto i nostri due podisti, abituali amici della rubrica, Fabrizio e Gianni che si sono fregiati della compagnia di due decani del podismo, Giacomo e Renzo. E la meta? La Verruca. Ancora?....direte voi. Sì, la meta è quella, ma il percorso cambia, dal momento che vi si può giungere da molte parti ed un nuovo percorso è sempre allettante. Non ci sono dubbi che gli scenari che si aprono alla vista dall’alto affascinano e variano continuamente, mentre magari ci piace cercare di individuare luoghi a noi noti. Ma può anche capitare che la fantasia ci porti, senza che ce ne accorgiamo, verso l’Infinito. Queste sensazioni che alimentano l’immaginazione sono frequenti durante le ascese verso le montagne, ma anche verso le belle nostre colline toscane durante le nostre marce e sono un grande nutrimento ell’anima, a lunga cessione, si potrebbe dire, poiché non si esaurisce continuando ad alimentarci nel tempo con generosi incisivi ricordi.
Ora vi passo Fabrizio.

ONORE AI VETERANI del podismo!

Minervini mi ha proposto di ritornare in Verruca ma con un itinerario completamente nuovo conosciuto da due grandi veterani delle Tre Province Giacomo e Renzo (ndr Giacomo Puccini ex Presidente e Renzo Granchi già con 44 trofei x oltre 40.000 km totali.

....personalmente l’idea di ritornare in Verruca sul momento non mi affascinava ma quando ho compreso che saremmo passati su sentieri a noi sconosciuti e, ....soprattutto lo stare insieme a questi amici del podismo ho accettato la proposta e alle 7:00 sono partito direttamente da casa per riornarci dopo 3 ore esatte ed aver percorso complessivamente km 22!

....arrivato sopra la cava non ero preparato a una veduta meravigliosa....il fiume Arno con le sue anse e la piana alle sue spalle....e sotto di noi una delle più grandi cave di pietra calcarea del Monte Pisano.

....La cava non è accessibile da Uliveto Terme e mai avevamo avuto la possibilità di avvicinarsi all'area della cava di pietra cheoggi, invece, abbiamo visto dall'alto (area pericolosa con accesso vietato).

....la cava è stata operativa fino agli anni 80 ed oggi è abbandonata....è riconoscibile da grande distanza......

In 5 ci siamo ritrovati a Caprona e dopo poco, prima di arrivare a Uliveto, abbiamo proseguito per un sentiero che porta al ciglio della cava. Seguendo il ciglio siamo arrivati alla parte meridionale, da cui si accede ai vari incroci....purtroppo la cava può essere molto pericolosa, dato che le pareti fra i vari livelli sono molto ripide e possono franare, altrimenti per le nostre marce sarebbe un itinerario mozzafiato! Infatti arrivati sopra la cava ci siamo goduti il primo punto panoramico della giornata, ovviamente alla ricerca dei luoghi dei nostri paesi di residenza!

....sulla piana di fronte, in lontananza, è possibile individuare la struttura a "L" dell'interferometro del progetto VIRGO

Attraverso stretti sentieri siamo arrivati in VERRUA e da lì uno sguardo in basso al fiume Arno con le sue anse e la piana alle sue spalle....

Per ritornare si è intrapreso la direzione per Campo dei Lupi....e qui dopo aver attraversato un tratto di una proprietà privata (si è percorsa con le marce di Vicopisano), aprendo il cancello di legno, e naturalmente richiudendolo....unbreve tratto tra gli ulivi che è molto bello e termina con il secondo cancello di legno, regolarmente richiuso dopo il passaggio....abbiamo continuato per la strada che discende verso Noce per entrare a Uliveto Terme.

Questo paese è conosciuto a tutti noi per l’accoglienza riservataci da Alvaro Parri nella consueta marcia....ma proprio qui ha sede la locale Società Sportiva nata nel 1919 e intitolata a Urbino Taccola, in memoria di un grande maratoneta ulivetese morto a San Paolo del Brasile nel 1911, dopo aver tagliato vittorioso il traguardo per la 107 volta in carriera.

Possiamo dire che nell’odierna sgambata (tanto per dire....3 ore!) abbiamo onorato i paladini del podismo da questo grande maratoneta a chi corre nelle Tre Province da una vita come Renzo e Giacomo e ammetto che per me è stato un piacere stare in compagnia da chi ha fatto più chilometri di me!

Per ulteriori aneddoti riguardanti Giacomo e Renzo vi rimandiamo all’articolo “la grande avventura di Luca Petricci” su questa rubrica.