Comitato Interprovinciale Marce Sportive (C.I.M.S.)

 
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091 del 5 agosto 2014 circa gli eventi sportivi
Per prendere contatti con un gruppo DEU per il servizio di soccorso sanitario, gli organizzatori possono rivolgersi al numero 347/6080273 valendosi di medici abilitati alla rianimazione ed all'uso del defibrillatore a costi calmierati
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per la certificazione agonistica e non
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SUL MONTE VERRUCA

Come ci aveva promesso, eccoci in compagnia di Fabrizio Giorgetti, attivo consigliere del CIMS, che all'inizio della tanto attesa "Fase 2"ci aveva detto: "non ero più stato a percorrere i sentieri dei Monti Pisani.... ma qualche settimana fa telefonando a Minervini, ci eravamo detti che, appena possibile, saremmo andati a correre proprio sul Monte Verruca.... sia per verificare come era la situazione post incendio, ma anche come forma di auspicio per la ripresa delle nostre, seppur modeste, imprese podistiche settimanali" E così è stato fatto. Logicamente ci siamo adattati un po' tutti alla nuova situazione, ma è pur vero che ci mancano le domeniche, la compagnia, e moltissimo anche "i nostri luoghi" ed ognuno, come gli è possibile cerca una sostituzione, un riempitivo, sempre in attesa che.... "Questo itinerario escursionistico- prosegue Fabrizio - è stato complessivamente di 10 km., cominciando a salire la strada che porta ai resti del Castello di Caprona, chiamato comunemente "torretta".
E qui i nostri due marciatori incontrano Dante con i ben noti versi dell'Inferno (Canto XXI, vv.94-96," così vid'io già temer li fanti/ ch'uscivan patteggiati di Caprona/veggendo sé tra nemici cotanti) riportati su un totem. Infatti nell'agosto del 1289 dopo lungo assedio, i fanti che difendevano il castello dovettero cedere, in cambio della vita, alle assai superiori forze della lega guelfa; al giovane Dante che era tra gli assedianti, evidentemente rimase molto impressa l'immagine dei soldati impauriti. Nel passato in questi luoghi, e non solo, frequenti furono le lotte e le guerre tra le varie città toscane.... il che ha lasciato, per così dire, residui di campanilismo per fortuna pacifici. Lasciando il passato e venendo all'oggi, nel settembre del 2018 un violentissimo incendio "ha devastato la parte sud-orientale del Monte Pisano, distruggendo praticamente tutta la vegetazione presente fino alla Rocca della Verruca". Quante volte durante le nostre marce abbiamo percorso questi luoghi, queste salite in mezzo a lussureggianti pinete, a boschi piacevoli intervallati talvolta da ampie radure invitanti alla sosta, mentre dall'alto si aprivano estesi panorami sulla piana e la Valle dell'Arno. Mi permetto un ricordo, una quindicina di anni fa, la notte di San Lorenzo, insieme ad un gruppo di amici della Francigena, scendendo dalla Verruca all'imbrunire, sostammo a Col di Cincia sdraiati naso all'insù ad aspettare le stelle cadenti; ricordo bellissimo ed indelebile. Torno a Fabrizio, "il disastro ecologico a venti mesi dal fattaccio è ancora ben visibile con una vasta immagine di tronchi neri bruciati, contrapposta a qualche chiazza chiara di qualche fusto dove la corteccia carbonizzata ha lasciato nudo il secco legno bianco e bruciato". L'immagine che prevale dopo questa descrizione dei nostri due amici podisti, tra ricordi meravigliosi e realtà triste, è quella di un braciere spento, anche se tuttavia dove un tempo cresceva vegeto e prepotente il sottobosco, ora il terreno è tutto verde. La nostra speranza è che la vegetazione riesca ad averla vinta e la Natura trionfi, perché le generazioni future possano gioirne, imparando che i gesti insensati, se così è stato, non si ripetano più. E che dire della Rocca? Ricordo che noi podisti un anno abbiamo avuto la possibilità di visitarla dopo che erano stati fatti i lavori di restauro e messa in sicurezza, ci fece molto piacere. Ma sapete chi c'era stato secoli prima di noi? Il 23 Luglio 1523 ci si recò Leonardo da Vinci, ce lo racconta Francesco Guicciardini e, non arrabbiatevi voi Pisani, voleva fare una ricognizione allo scopo di offrire la sua collaborazione al progetto dell 'esercito fiorentino di deviare fuori da Pisa il corso dell'Arno. Ma per tornare ai nostri giorni,vogliamo ricordare che per i frequentatori delle marce delle tre Province non sarà difficile ricordare il luogo dove l'ultima domenica di settembre Alvaro Parri ci rifocillava a suon di prosciutto e...tanta tanta simpatia.

"Non diamo niente per scontato"

Avete visto? Basta parlare che qualcuno risponde se c'è una valida motivazione ed ecco che tre podisti "verru'ani" si sono espressi a proposito dei loro pensieri ed attività nel periodo della quarantena ciascuno "a modo suo", ma tutti in maniera piacevole ed interessante ed accomunati dallo stesso desiderio. C erto è che noi esseri umani soltanto quando subiamo le avversità ci accorgiamo di quanto sia importante e bello quello che abitualmente abbiamo a portata di mano. Eccovi il primo pensiero, ed in proposito ringraziamo Carolina del Cesta che si è fatta portavoce, oltre che protagonista del terzo pensiero.

Ecco quanto ci ha scritto Roberto Matteucci:

Ciao a tutti. Sono Roberto Matteucci, l'infermiere intensivista del G.P. La Verru'a. Che dire, sono impegnato al lavoro ad affrontare questo invisibile ma micidiale nemico con turni che sai quando inizi ma mai quando finisci. Bardato di tutto punto che quando ti svesti non sai neppure più se hai una pelle oppure no. La fortuna ha voluto che a Natale mi regalassi un tapis-roulant acquistato al Decathlon. Mai acquisto fu più azzeccato. Unica consolazione che posso correre per un'oretta in casa, altrimenti non avrei alcuna valvola di sfogo per i turni difficili a cui sono sottoposto. Spero tanto che questo incubo finisca il primo possibile, ma i dati epidemiologi sono tali da pensare che la nostra stagione podistica risulterà ampiamente compromessa. Per non parlare delle relazioni sociali. Un saluto nella speranza di incontrarvi di nuovo tutti insieme molto prima.
Un runner infermiere in prima linea

Così Alberto Macchia:

Ciao tutti sono Alberto Macchia e mi manca tanto la pasta delle corse delle Tre Province!!! In casa mia sono solo io che mangio la pasta e vi dico che sono arrivato alla fine. L'ho smaltita tutta.... in verità un poco è andata anche alla Caritas! Aiuto! Aiutoooo.... voglio tornare alle nostre marce domenicali!! Un abbraccio a tutti.

Il terzo pensiero è di Carolina del Cesta, anche portavoce degli amici della Verru'a:

Ciao a tutti, sono Carolina del Cesta e vi scrivo quando ormai l'Italia è già nella Fase 2, ovvero quella fase tanto attesa da tutti (ma dai podisti di più) e dopo due mesi di lockdown ci sta concedendo, non si sa per quanto, di poterci finalmente allenare all'aperto entro spazi sconfinati!!! Per me che per due mesi ho corso in giardino, stabilendo pure un record personale di 13 km., poter uscire di nuovo per le nostre strade di campagna è stata veramente una gioia immensa!!! Quelli che prima dell'emergenza Covid19 mi sembravano "i soliti percorsi" hanno assunto un valore speciale dopo questi due mesi di quarantena. Prossimo obbiettivo: tornare a percorrere le salite di Montemagno di Calci!! Da questa esperienza, se non altro ho imparato che la libertà (non solo di correre) che abbiamo nella nostra vita "normale" e della cui importanza spesso non ci rendiamo neanche conto è una cosa preziosa e non va data per scontata.... Un saluto a tutti.