Comitato Interprovinciale Marce Sportive (C.I.M.S.)

 
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Per l'Epifania come sempre a Bozzano
di Maria Luisa Tognelli

Dopo l'edizione in versione ridotta del passato, anno alla vigilia dell'Epifania, siamo tornati per la marcia "Attraverso le colline pucciniane " proprio al 6 gennaio.
Siamo a Bozzano, in Versilia, nella Versilia minore e precisamente nella zona sud-orientale del Comune di Massarosa che fu un tempo feudo degli Ubaldi difeso da ben tre castelli, quelli di Loglia, Montramito e Chiatri di cui oggi resta ben poco.
I percorsi che ci vengono proposti sono quattro (3-5-10-20 km.) e per le iscrizioni siamo divisi come sempre: i pisani sono al bar La Pennichella, i lucchesi e i livornesi in un altro bar a 50 metri dal precedente. Su questa divisione un tempo scherzavamo abbastanza, ora non ci facciamo più caso. Il cielo è coperto, ma per fortuna non piove, c'è un po' di vento ma fa meno freddo di domenica infatti il termometro non è andato sotto lo zero.
Partiamo da via Rontani per compiere un breve giro attorno all'abitato dove tra l'altro salutiamo quelli che hanno scelto la 3 km. Noi affrontiamo la prima salita per ridiscendere poi proprio in prossimità delle alte arcate dell'autostrada; ancora breve tratto nell'abitato ed ecco che ci ritroviamo in mezzo agli olivi omai privati del loro frutto e potati. Dopo un bel tratto gli oliveti cedono il passo al bosco e la salita si fa più erta ed il fondo più dissestato e passo dopo passo giungiamo al primo ristoro ed al bivio tra la 10 e la 20 che procedono in direzione opposta; i due tracciati hanno però caratteristiche molto simili. Mentre procedevamo nel bosco su un sentiero piuttosto stretto, gridi e lamenti strazianti difficili da dimenticare anche da parte dei meno sensibili, ci hanno fatto sussultare. Inizialmente abbiamo pensato a qualche scherzo di cattivo gusto, ma poi abbiamo capito che stava accadendo qualcosa di molto crudele: un bracconiere stava uccidendo un cinghiale e dico bracconiere e non cacciatore, perché in effetti il martedì la caccia al cinghiale è chiusa e perché, anche se a parer mio l'uccidere un animale è sempre crudele, c'è modo e modo.
Dopo esserci ripresi da questa brutta esperienza, siamo giunti a Prato Verde. Nelle vicinanze di Chiatri, unico castello di cui rimane qualche rudere, altra amara riflessione nel vedere una delle tante ville di Puccini in stato di estremo abbandono. Ripartiamo in salita attraverso la macchia ed il bosco in veste invernale; l'aria è talvolta pungente ed il fondo sassoso impone attenzione, ma la vista si amplia, il panorama abbraccia il lago, un lungo tratto di costa, il mare ed i centri abitati, che richiamano al pensiero la consueta vita frenetica e stressante e questo ci rende ancora più contenti di avere questa passione che, anche se solo per poche ore, ci porta lontano dai frastuoni in luoghi meravigliosi in mezzo alla natura sempre generosa.
All'arrivo non poteva mancare la tradizionale calza della Befana.